: Warner
Bros
PERSONAGGI E INTERPRETI
Gabriel:John Travolta
Stanley: Hugh Jackman
Ginger: Halle Berry
Roberts: Don Cheadle
Senatore Reisman: Sam Shepard
Marco: Vinnie Jones


Stanley
(Hugh Jackman) è uno dei migliori hackers
del pianeta condannato a restare lontano da qualsiasi negozio di
computer. In passato è stato in carcere per avere distrutto controversi
sistemi di cybersorveglianza. La condanna lo ha privato della figlia,
che vive con la sua ex moglie.
Un giorno l'informatico viene contattato dalla conturbante Ginger (Halle
Berry) che gli propone di seguirlo per un lavoro che non solo gli
frutterà un mucchio di dollari, ma sopratutto gli permetterà, con la
sopraggiunta ricchezza, di potere pagare un avvocato per ottenere
l'affidamento della sua amata bambina. Stanley accetta ed entra così in
contatto con Gabriel (John Travolta), un
pericoloso terrorista che ha bisogno di lui per compiere la rapina del
secolo: un movimento di centinaia di milioni di dollari da spostare, via
telematica, da una banca all'altra. Ben presto però Stanley
verificherà sulla propria pelle di essere stato coinvolto in un
meccanismo più grande di lui, dove nulla è come sembra...
Strano
regista questo Dominic Sena. Dopo un avvio
interessante con il controverso "Kalifornia", il regista
americano si è lanciato con "Fuori in 60 secondi" su
un'operazione facile e per certi versi demenziale. Codice: Swordfish
segna un passo avanti nella sua carriera commerciale, ma non abbastanza
per riconoscerlo come autore, seppure di genere. Il produttore Joel
Silver, dopo il successo di "Matrix", ha pensato di
tornare al genere che lo ha reso ricco e famoso, l'action movie,
infondendolo di connotazioni hi tech, tanto di moda oggidì. Come tutte
le sue produzioni anche questa si fa distinguere per l'uso efferato e
indiscriminato della violenza, laddove le decine di vittime disseminate
per tutta la durata del lungometraggio sono simili a figurine da
videogames e non ad esseri umani. Così, la sequenza iniziale, nella
quale un ostaggio imbottito di mine esplode facendo a pezzi
letteralmente tutto ciò che si trova intorno a lui, diventa anche la
chiave per decodificare immediatamente il prodotto che ci troviamo a
consumare. La
storia in fondo è solo un pretesto per mettere in scena sequenze
spettacolari, filmate con il ritmo giusto, laddove la presenza
di John Travolta, per l'ennesima volta nei
panni di un villain, conferisce un tocco di nobiltà ad un'opera
altrimenti anonima.
Concepito
prima dell'attentato alle Twin Towers questa ennesima produzione
roboante di Joel Silver (spesso accusato, a ragione, di mostrare
violenza nei suoi film al solo scopo di renderli più appetibili al
botteghino) dovrebbe (forse) essere l'ultima, se il produttore avrà la
decenza di non speculare su argomenti diventati, dopo l'11 settembre,
semplicemente insostenibili.