Anno VII - Numero 25 - Settembre 2001

I film del mese


CODICE: SWORDFISH
(SWORDFISH)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Domini Sena
Sceneggiatura
: Skip Woods
Fotografia
: Paul Cameron
Scenografia
: Jeff Mann
Costumi
: Ha Nguyen
Musica
: Christopher Young, Paul Oakenfold
Montaggio
: Stephen Rivkin
Prodotto da
: Joel Silver
(USA, 2001)

Durata
: 98'
Distribuzione cinematografica
: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

Gabriel:John Travolta
Stanley: Hugh Jackman
Ginger: Halle Berry
Roberts: Don Cheadle
Senatore Reisman: Sam Shepard
Marco: Vinnie Jones

Stanley (Hugh Jackman) è uno dei migliori hackers del pianeta condannato a restare lontano da qualsiasi negozio di computer. In passato è stato in carcere per avere distrutto controversi sistemi di cybersorveglianza. La condanna lo ha privato della figlia, che vive con la sua ex moglie.
Un giorno l'informatico viene contattato dalla conturbante Ginger (Halle Berry) che gli propone di seguirlo per un lavoro che non solo gli frutterà un mucchio di dollari, ma sopratutto gli permetterà, con la sopraggiunta ricchezza, di potere pagare un avvocato per ottenere l'affidamento della sua amata bambina. Stanley accetta ed entra così in contatto con Gabriel (John Travolta), un pericoloso terrorista che ha bisogno di lui per compiere la rapina del secolo: un movimento di centinaia di milioni di dollari da spostare, via telematica, da una banca all'altra. Ben presto però Stanley verificherà sulla propria pelle di essere stato coinvolto in un meccanismo più grande di lui, dove nulla è come sembra...

Strano regista questo Dominic Sena. Dopo un avvio interessante con il controverso "Kalifornia", il regista americano si è lanciato con "Fuori in 60 secondi" su un'operazione facile e per certi versi demenziale. Codice: Swordfish segna un passo avanti nella sua carriera commerciale, ma non abbastanza per riconoscerlo come autore, seppure di genere. Il produttore Joel Silver, dopo il successo di "Matrix", ha pensato di tornare al genere che lo ha reso ricco e famoso, l'action movie, infondendolo di connotazioni hi tech, tanto di moda oggidì. Come tutte le sue produzioni anche questa si fa distinguere per l'uso efferato e indiscriminato della violenza, laddove le decine di vittime disseminate per tutta la durata del lungometraggio sono simili a figurine da videogames e non ad esseri umani. Così, la sequenza iniziale, nella quale un ostaggio imbottito di mine esplode facendo a pezzi letteralmente tutto ciò che si trova intorno a lui, diventa anche la chiave per decodificare immediatamente il prodotto che ci troviamo a consumare. La storia in fondo è solo un pretesto per mettere in scena sequenze spettacolari, filmate con il ritmo giusto, laddove la presenza di John Travolta, per l'ennesima volta nei panni di un villain, conferisce un tocco di nobiltà ad un'opera altrimenti anonima. 

Concepito prima dell'attentato alle Twin Towers questa ennesima produzione roboante di Joel Silver (spesso accusato, a ragione, di mostrare violenza nei suoi film al solo scopo di renderli più appetibili al botteghino) dovrebbe (forse) essere l'ultima, se il produttore avrà la decenza di non speculare su argomenti diventati, dopo l'11 settembre, semplicemente insostenibili. 

Maurizio Imbriale

Il sito ufficiale del film


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