Anno VII - Numero 25 - Settembre 2001

I film del mese


THE OTHERS

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Alejandro Amenabar
Fotografia: Javier Aguirresarobe
Scenografia
: Benjamin Fernandez
Costumi
: Sonia Grande
Musica
: Alejandro Amenabar
Montaggio
: Nacho Ruiz Capillas
Prodotto da
: Fernando Bovaira, Josà Luis Cuerda, Sunmin Park
(Francia/Spagna/USA; 2001)

Durata
: 95’
Distribuzione cinematografica
: Lucky Red

PERSONAGGI E INTERPRETI

Grace: Nichole Kidman
Anne: Alakina Mann
Nicholas: James Bentley
Mrs. Mills: Fionnula Flanagan
Charles: Christopher Eccleston

Tra le lugubri boscaglie di Jersey, un’isola adagiata tra le coste dell’Inghilterra e della Francia, vive nell’isolamento una famiglia composta dalla giovane Grace e dai suoi piccoli figli, Anne e Nicholas. Soffocati dalla nebbia e dalla vegetazione in una stasi sepolcrale, i tre individui vengono raggiunti dai domestici venuti per rimpiazzare i loro predecessori, scomparsi nel nulla a seguito di un misterioso evento. Accolti in casa, la governante ed i suoi taciturni compagni vengono istruiti sulle condizioni del loro incarico che, a causa di un’inspiegabile allergia dei bambini alla luce, deve costringere le stanze, i corridoi e le scale della luttuosa dimora ad un crepuscolo forzato. In questo contenitore di sembianze, le personalità dei suoi occupanti emergono, rivelando Grace come una donna rigida e conservatrice, vincolata ad inviolabili principi cattolici. Dei due figli, soltanto Anne sembra trovare la forza di opporsi, cercando di avvisare la madre sull’agitarsi di oscure presenze tra le superfici della casa. Dapprima incredula, Grace sarà sconvolta da un improvviso smarrimento, nell’attimo in cui lei stessa vedrà rivelarsi davanti ai suoi occhi le immagini e le manifestazioni di un incubo inspiegabile. 

Fedele ai presupposti tradizionali del cinema gotico, Alejandro Amenabar recupera una distintiva iconografia di segnali che si trasformano in ombre e fruscii lavorando, come insegna questa raffinata categoria del cinema horror, su un proposito di sottrazione per cui non mostrare coincide col colmare lo svolgimento di solide inquietudini. In superficie, tutto sembra racchiudersi in uno schema convenzionale dominato da nebbie dense e presenze indistinte, da volti opachi e da un ingannevole silenzio, ma l’approfondita padronanza di Amenabar nell’evocazione di un genere, viene dimostrata dal suo ostinato focalizzarsi sulla dilatazione. Le atmosfere non vengono mai forzate, ma si sviluppano con naturalezza conservando un ritmo stazionario in cui la tensione non raggiunge un livello di saturazione, mantenendo inalterati i suoi equilibri. In questo esercizio di rappresentazione, storia e struttura si specchiano l’una nell’altra conseguendo una sintesi coerente dove lo straordinario rigore delle luci e delle ombre, determinanti abbandonate nel cinema dell’orrore contemporaneo, costruisce un suggestivo teatro di posa. 

In questa cornice così attentamente allestita, tutti gli attori, dalla Kidman ai bambini, recitano come in uno stato di grazia, contribuendo per primi alla realizzazione di un complesso dramma metafisico che tradisce in alcuni frangenti una matrice ibseniana, dove bigottismo e superstizione si sovrappongono alla realtà determinando violenti disordini interiori fino all’agghiacciante, per quanto indebolita dagli indizi, rivelazione finale.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film


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