Anno VII - Numero 25 - Settembre 2001

I film del mese


LUCE DEI MIEI OCCHI

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Giuseppe Piccioni
Sceneggiatura
: Giuseppe Piccioni, Umberto Contarello, Linda Ferri
Fotografia
: Arnaldo Catinari
Scenografia
: Giancarlo Basili
Costumi
: Maria Rita Barbera
Musica
: Ludovico Einaudi
Montaggio
: Esmeralda Calabria
Prodotto da
: Lionello Cerri per Albachiara – Rai Cinema
(ITALIA, 2001)

Durata
: 112'
Distribuzione cinematografica
: 01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Antonio: Luigi Lo Cascio
Maria: Sandra Ceccarelli
Saverio: Silvio Orlando
Lisa: Barbara Valente
Mario: Tony Bertorelli
Carlo: Mario Paolo Pierobon

Ammesso che la critica abbia la puzza sotto il naso con il cinema italiano, è ovvio che le sale si riempiano, nonostante i fischi a Venezia, quando esce il nuovo film di un regista che suscita grandi aspettative. L’affluenza del pubblico, tuttavia, non elimina le smagliature nel lieve tessuto di quel film intimista, fragile e notturno che è "Luce dei miei occhi".

La luce è soprattutto quella della speranza, che pervade una quotidianità altrimenti alienante. La pellicola di Piccioni è ambientata in una Roma perlopiù notturna, un luogo mentale animato da spostati. Antonio, che viaggia in continuazione come suo padre, ma, in quanto autista, non decide mai la propria meta. Se non nei sogni. La sua passione per la fantascienza, infatti, lo fa errare fra galassie e mondi extraterreni. Uno di questi è Maria, che non si accetta e, forse proprio per questo motivo, rifiuta l’amore di chi le è vicino. Antonio s’innamora di lei, troppo contorta e difficile per lui. Del resto, si desidera sempre chi non si può avere. Proust docet.

Soggetto facile o scomodo, come sostiene il regista? Di certo Piccioni, con la sua delicata sensibilità, sa trasformare i perdenti insoddisfatti e inadeguati in eroi moderni. Però, qualcosa non funziona. Il film non ha variazioni di ritmo, i dialoghi sono didascalici e sfiorano talvolta il luogo comune, la voice-off - commento mentale del protagonista - e una musica ossessivamente presente sono alla lunga eccessive. Per fortuna, i movimenti fluidi della macchina da presa si soffermano ogni tanto sui volti dei protagonisti, in primi piani che ne rivelano l’espressività. Bravi gli interpreti, in particolare Sandra Ceccarelli e Silvio Orlando, che trasforma un losco taglieggiatore in un personaggio a tutto tondo. Non un "cattivo" stereotipato, ma un uomo cinico, comico e melanconico al tempo stesso. Una sorta di Shylock tiberino.

Paola Daniela Orlandini


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