Anno VII - Numero 25 - Settembre 2001

I film del mese


THE HOLE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Nick Hamm
Sceneggiatura
: Ben Court, Caroline Ip
Fotografia
: Denis Crossan
Scenografia
: Eve Stewart
Costumi
: Verità Hawkes
Musica
: Clint Mansell
Montaggio
: Niven Howie
Prodotto da
: Lisa Bryer Jeremy Bolt,Pippa Cross, Francois Ivernel, Andrea Calderwood
(Gran Bretagna, 2001)

Durata
: 102’
Distribuzione cinematografica
: Nexo

PERSONAGGI E INTERPRETI

Liz Dunn: Thora Birch
Mike Steel: Desmond Harrington
Martin Taylor: Daniel Brocklebank
Geoff:Laurence Fox

Quattro ragazzi misteriosamente scomparsi da un riservato college inglese, ricompaiono quasi per caso. Dell’enigma che avviluppa le circostanze del loro destino, la giovane Liz Dunn è l’unica ad avere le risposte ma, ancora spaventata e stordita dal panico, è incapace di ricostruirne gli eventi. Seguita con attenzione da una giovane psicologa della polizia, Liz tornerà con i ricordi nelle fosche profondità del rifugio antiatomico nascosto tra i boschi che circondano la scuola. Il buco, dove i giovani e spregiudicati studenti hanno lacerato i loro corpi ed i loro spiriti, continua a nascondere inconfessabili segreti. 

Non è la prima volta che il cinema tenta di restituirci le tensioni del disordine adolescenziale trasformandolo in un simulacro del male. Nonostante, nel recente passato, si fossero sviluppate come un’ossessione circoscritta al cinema dell’orrore e all’esclusiva autenticità del suo linguaggio, le violente frustrazioni che accompagnano la crescita di un individuo sembrano oggi una scatola che il cinema tenta di aprire, per liberare i suoi spettri da un contesto irreale, per dar volto ad una predisposizione al male autentica e spontanea. 

Il regista Nick Hamm, autore di educazione shakespeariana e forte degli apprezzabili risultati ottenuti con il precedente "Martha da Legare", non poteva, a questo scopo, compiere una scelta preferibile alla giovane Thora Birch, già interprete di uno splendido ritratto d’emarginazione giovanile nel fortunato "American Beauty", e attrice di grande talento anche in questo ruolo. Disgraziatamente, nonostante faccia eccezione l’estro della giovane attrice, il meccanismo prevedibile ed elencatorio che determina i rapporti di causa ed effetto stempera la claustrofobia evocata dal titolo e concessa dalla diatesi degli ambienti, vanificando il processo di crescita che ansia ed inquietudine avevano intrapreso nella brillante sequenza d’apertura. Amore, smarrimento e la percepibile emarginazione che sconvolge gli equilibri della precaria serenità giovanile, convivono nella trama con precaria incompostezza, portando il film al confronto con altri prodotti deteriorati dal un comune difetto: il vantaggio di un’idea interessante, devastato da una frettolosa e approssimata realizzazione.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film


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