: Nexo
PERSONAGGI E INTERPRETI
Liz Dunn: Thora Birch
Mike Steel: Desmond Harrington
Martin Taylor: Daniel Brocklebank
Geoff:Laurence Fox


Quattro
ragazzi misteriosamente scomparsi da un riservato college inglese,
ricompaiono quasi per caso. Dell’enigma che avviluppa le circostanze
del loro destino, la giovane Liz Dunn è l’unica ad avere le risposte
ma, ancora spaventata e stordita dal panico, è incapace di ricostruirne
gli eventi. Seguita con attenzione da una giovane psicologa della
polizia, Liz tornerà con i ricordi nelle fosche profondità del rifugio
antiatomico nascosto tra i boschi che circondano la scuola. Il buco,
dove i giovani e spregiudicati studenti hanno lacerato i loro corpi ed i
loro spiriti, continua a nascondere inconfessabili segreti.
Non
è la prima volta che il cinema tenta di restituirci le tensioni del
disordine adolescenziale trasformandolo in un simulacro del male.
Nonostante, nel recente passato, si fossero sviluppate come un’ossessione
circoscritta al cinema dell’orrore e all’esclusiva autenticità del
suo linguaggio, le violente frustrazioni che accompagnano la crescita di
un individuo sembrano oggi una scatola che il cinema tenta di aprire,
per liberare i suoi spettri da un contesto irreale, per dar volto ad una
predisposizione al male autentica e spontanea.
Il
regista Nick Hamm, autore di educazione
shakespeariana e forte degli apprezzabili risultati ottenuti con il
precedente "Martha da Legare", non poteva, a questo scopo,
compiere una scelta preferibile alla giovane Thora
Birch, già interprete di uno splendido ritratto d’emarginazione
giovanile nel fortunato "American Beauty", e attrice di grande
talento anche in questo ruolo. Disgraziatamente, nonostante faccia
eccezione l’estro della giovane attrice, il meccanismo prevedibile ed
elencatorio che determina i rapporti di causa ed effetto stempera la
claustrofobia evocata dal titolo e concessa dalla diatesi degli
ambienti, vanificando il processo di crescita che ansia ed inquietudine
avevano intrapreso nella brillante sequenza d’apertura. Amore,
smarrimento e la percepibile emarginazione che sconvolge gli equilibri
della precaria serenità giovanile, convivono nella trama con precaria
incompostezza, portando il film al confronto con altri prodotti
deteriorati dal un comune difetto: il vantaggio
di un’idea interessante, devastato da una frettolosa e approssimata
realizzazione.