Anno VII - Numero 25 - Settembre 2001

I film del mese


THE GIFT – IL DONO
(THE GIFT)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Sam Raimi
Sceneggiatura
: Billy Bob Thornton, Tom Epperson
Fotografia
: Jamie Anderson
Scenografia
: Neil Spisak
Costumi
: Julie Weiss
Musica
: Christopher Young
Montaggio
: Arthur Coburn, Bob Murawski
Prodotto da
: Sean Daniel, Gregory Goodman, James Jacks, Gary Lucchesi, Tom Rosenberg, Ted Tan
(USA, 2000)

Durata
: 111’
Distribuzione cinematografica
: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Annie Wilson: Cate Blanchett
Donnie Barksdale: Keanu Reeves
Jessica King: Katie Holmes
Buddy Cole: Giovanni Ribisi
Valerie Barksdale: Hillary Swank

Nella cupa, solenne cittadina di Brixton la giovane vedova Annie Wilson vive con i figli ed esercita il suo dono, la preveggenza, aiutando i disperati abitanti a ricostruire il proprio passato, o ad intervenire nel loro prossimo futuro. Una sera, quando la giovane Jessica, figlia del preside Wayne, scompare in circostanze misteriose, il sistema di equilibri che regola l’esistenza stessa di quel tessuto sociale, s’infrange d’un tratto. Le visioni di Annie sfuggono al suo controllo e i clienti, tra cui l’angosciato meccanico Buddy Cole, sembrano conformarsi al disordine e alla tensione. Le tetre paludi che circondano la cittadina sembrano nascondere un inconfessabile mistero che, a tratti e senza ordine alcuno, continua a turbare l’esistenza di Annie. E’ chiaro per lei, che l’unica strada per riconquistare la pace, è nella ricerca conclusiva della verità. 

Torna a sussurrare, nell’ironia dottrinale, esplicita e sfrontata di Sam Raimi, la voce di una vita di provincia. Un filo di seta che sembra legare gli esordi de "La Casa" a questo ultimo gioiello, lascia intravedere delle circostanziali ricorrenze, un flusso di inesauribili frustrazioni che sacrificano la coscienza dell’autore e dei suoi personaggi, che ne diventano lo specchio. E’ una rabbia che in pochi controllano: oggi, vi riescono Tim Burton, Steven Spielberg, Peter Jackson, ma non ne sono in grado David Lynch e Abel Ferrara. Ci riesce Sam Raimi. La trasfigurazione è il suo contenitore indotto, e al suo interno gli uomini e le circostanze sopravvivono giustapponendosi come sagome modellate per un rilievo, mentre l’autore le disordina con il suo disegno pur rispettandone la matrice. 

L’inconciliabilità tra due dimensioni dove, autonoma e simmetrica, la logica si riflette nell’assurdo e nel paradosso, trasforma, nel cinema di Raimi, gli equilibri della realtà in un accumulo di valori energicamente contestabili, per cui l’esistenza di una donna in grado di assimilare l’orrore per telecinesi e di un barbaro stupratore che coltiva l’orrore nel suo sangue, è giustificabile nelle stesse condizioni di accettabilità. Universi contingenti e limitrofi, dove la morte continua a fregiarsi di acque torbide e di spettrali, rugosi e ciclopici arbusti, attraverso cui l’uomo cammina e con cui interagisce nella decorazione di un comune senso del male. La flessuosa vegetazione che ne "La Casa" decise il destino dei protagonisti, cresce in "The Gift" come la stessa infezione, ricostruendo con l’individuo il medesimo rituale d’accoppiamento. L’unico legame possibile, tra uomo e natura, è nella vocazione al male.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film


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