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Columbia TriStar Films Italia
PERSONAGGI E DOPPIATORI (nella versione italiana)
Aki: Michaela Esdra
Generale Hein: Roberto Chevalier
Elliot: Roberto Pedicini
Dottor Sid: Giorgio Lopez
Ryan: Alessandro Rossi



In
un futuro indeterminato la Terra è devastata da un’invasione di
invisibili alieni atterrati sulla nostra superficie a bordo di un
meteorite, sul cui cratere d’impatto hanno edificato la loro
roccaforte. Le capitali del mondo sono oramai monolitici cimiteri della
civiltà e i superstiti vivono in concentrate aree protette da capsule
fortificate, dentro cui la vita prosegue autosufficiente, ma compromessa
da un destino che tende all’implosione e all’esaurimento delle
scorte vitali. Aki ed il Dottor Sid, due scienziati impegnati nell’indagine
di una "cura", ritengono che gli invasori si comportino sul
pianeta come un virus dentro ad un organismo e, in contrasto con le
autorità militari, sostengono un’inaccettabile teoria per cui l’equilibrio
della Terra sia determinato da otto spiriti di natura biologica. Isolata
dalla diffidenza degli altri uomini, Aki prosegue le sue ricerche per la
salvezza della razza umana e della propria vita dopo che, entrata in
contatto con un alieno, è stata contaminata e costretta ad isolare il
germe nel suo stesso corpo, dentro una capsula organica progettata dal
Dottor Sid, che non può, ad ogni modo, impedire al virus di influenzare
il suo riposo con sogni che rivelano l’agghiacciante passato degli
extraterrestri. Aiutata da una sua vecchia fiamma, il Capitano Gray
Edwards, la ragazza tenta di recuperare gli ultimi due spiriti necessari
a completare la combinazione e a sferrare un decisivo attacco alla
fortezza aliena, contrastando, oltretutto, l’intromissione delle forze
armate intenzionate a sfruttare un potente strumento bellico, il
"Cannone Zeus", risorsa estrema e foriera di irreversibili
conseguenze.
I
motivi semantici rintracciabili nella struttura di questa trama sono,
con chiarezza, comuni alla maggior parte dei prodotti d’animazione
giapponese, dall’ansia presagente di un immediato progresso che tende
all’apocalisse, al richiamo di uno scrupolo perduto per la cura e la
conservazione del patrimonio ecologico. L’automazione del corpo e del
pensiero, anche, ritrovano nel film lo spessore tematico dei sottintesi,
dei canoni di base legati ad una forma espressiva anticipata nel gioco
da cui questo film è tratto e di cui è decima, ideale diramazione. Chi
infatti conosce ed ama questa saga ludica, probabilmente, ne
riconoscerà la struttura espressiva sin dai primi fotogrammi, avendo
modo, allora, di apprezzare i suoi straordinari traguardi tecnici senza
doversi soffermare sull’analisi di altri caratteri peculiarmente
cinematografici. Perché, senza dubbi, l’unica innovazione esibita in
quest’opera è trascinata dalla qualità del suo spettacolo, dal
gigantesco passo, assolutamente imprevedibile, compiuto dagli artisti
che raccontano leggende con (e de) la computer grafica. Che
si venga o meno coinvolti dalla storia, lo sforzo dei realizzatori è in
grado di assicurare disorientamento ed incanto ad ogni spettatore.