Anno VI - Numero 25 - Settembre 2001

I film del mese


FINAL FANTASY 
(FINAL FANTASY - THE SPIRITS WITHIN)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Hironobu Sakaguchi
Sceneggiatura
: Al Reinert, Jeff Vintar
Musica
: Elliot Goldenthal
Prodotto da
: Hironobu Sakaguchi, Jun Aida, Chris Lee
(USA, 2001)

Durata
: 105’
Distribuzione cinematografica
: Columbia TriStar Films Italia

PERSONAGGI E DOPPIATORI (nella versione italiana)

Aki: Michaela Esdra
Generale Hein: Roberto Chevalier
Elliot: Roberto Pedicini
Dottor Sid: Giorgio Lopez
Ryan: Alessandro Rossi

In un futuro indeterminato la Terra è devastata da un’invasione di invisibili alieni atterrati sulla nostra superficie a bordo di un meteorite, sul cui cratere d’impatto hanno edificato la loro roccaforte. Le capitali del mondo sono oramai monolitici cimiteri della civiltà e i superstiti vivono in concentrate aree protette da capsule fortificate, dentro cui la vita prosegue autosufficiente, ma compromessa da un destino che tende all’implosione e all’esaurimento delle scorte vitali. Aki ed il Dottor Sid, due scienziati impegnati nell’indagine di una "cura", ritengono che gli invasori si comportino sul pianeta come un virus dentro ad un organismo e, in contrasto con le autorità militari, sostengono un’inaccettabile teoria per cui l’equilibrio della Terra sia determinato da otto spiriti di natura biologica. Isolata dalla diffidenza degli altri uomini, Aki prosegue le sue ricerche per la salvezza della razza umana e della propria vita dopo che, entrata in contatto con un alieno, è stata contaminata e costretta ad isolare il germe nel suo stesso corpo, dentro una capsula organica progettata dal Dottor Sid, che non può, ad ogni modo, impedire al virus di influenzare il suo riposo con sogni che rivelano l’agghiacciante passato degli extraterrestri. Aiutata da una sua vecchia fiamma, il Capitano Gray Edwards, la ragazza tenta di recuperare gli ultimi due spiriti necessari a completare la combinazione e a sferrare un decisivo attacco alla fortezza aliena, contrastando, oltretutto, l’intromissione delle forze armate intenzionate a sfruttare un potente strumento bellico, il "Cannone Zeus", risorsa estrema e foriera di irreversibili conseguenze. 

I motivi semantici rintracciabili nella struttura di questa trama sono, con chiarezza, comuni alla maggior parte dei prodotti d’animazione giapponese, dall’ansia presagente di un immediato progresso che tende all’apocalisse, al richiamo di uno scrupolo perduto per la cura e la conservazione del patrimonio ecologico. L’automazione del corpo e del pensiero, anche, ritrovano nel film lo spessore tematico dei sottintesi, dei canoni di base legati ad una forma espressiva anticipata nel gioco da cui questo film è tratto e di cui è decima, ideale diramazione. Chi infatti conosce ed ama questa saga ludica, probabilmente, ne riconoscerà la struttura espressiva sin dai primi fotogrammi, avendo modo, allora, di apprezzare i suoi straordinari traguardi tecnici senza doversi soffermare sull’analisi di altri caratteri peculiarmente cinematografici. Perché, senza dubbi, l’unica innovazione esibita in quest’opera è trascinata dalla qualità del suo spettacolo, dal gigantesco passo, assolutamente imprevedibile, compiuto dagli artisti che raccontano leggende con (e de) la computer grafica. Che si venga o meno coinvolti dalla storia, lo sforzo dei realizzatori è in grado di assicurare disorientamento ed incanto ad ogni spettatore.

Francesco Russo


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