Anno VI - Numero 25 - Settembre 2001

I film del mese


FAST AND FURIOUS
(THE FAST AND THE FURIOUS)

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaRob Cohen
Sceneggiatura
Gary Thompson, Erik Bergquist, David Ayer
Fotografia
Ericson Core
Scenografia
Florence Fellman
Costumi
John Horning, Howard Fannon
Musica
Gary Jones
Montaggio
Waldemar Klinowsky
Prodotto da
Neal H. Moritz
(USA, 2001)

Durata
120’
Distribuzione cinematografica
Mediastream

PERSONAGGI E INTERPRETI

Brian O’Conner: Paul Walker
Dominic Toretto: Vin Diesel
Letty: Michelle Rodriguez
Mia Toretto: Jordana Brewster
Johnny Tran: Rick June
Jesse: Chad Lindberg

La trama del film è complementare (se non identica) a ’’Point-Break’’, di Kathrine Bigelow: al fine di indagare sui furti spettacolari e audaci eseguiti da una gang di misteriosi automobilisti, ai danni di camion che trasportano apparecchi Hi-Fi, l’agente Brian (Paul Walker) si infiltra in un’accolita di corridori di potentissime macchine da corsa, diventando amico del capo, il carismatico Dom (Vin Diesel).

Per il resto il regista Rob Cohen (’’Dragonheart’’; ’’The Skull’’) si invaghisce della velocità: per l’intera durata del film le protagoniste sono le macchine, e i motori alimentati all’azoto lasciano che il film viaggi a velocità siderale verso la fine. Gare e inseguimenti, uno stuolo di stunts, un linguaggio legato interamente ai motori, con una minuzia lessicale filologica da far impallidire qualsiasi meccanico. ’’Fast and Furious’’ è ’Point-Break’’ e ’’Top-Gun’’ a un tempo: da un lato l’amicizia fra due individui che militano in schieramenti opposti (uno è dell’FBI, l’altro è un ladro), dall’altro tutte le tipiche virtù marziali disseminate nella Gara: coraggio, dignità, orgoglio; macchine che si infilano sotto lunghi camion in corsa o la m.d.p. che scava sin dentro gli ingranaggi dei fanta-motori che riempiono lo schermo e assordano lo spettatore. Ogni aspetto drammaturgico è desunto dalla galleria di personaggi della tragedia: uomini puri e duri, e se violenti, è perché un’immane tragedia aleggia nel loro passato; donne splendide, virili amazzoni: Jordana Brewster (Mia, nel film) è fuor di dubbio di una bellezza inquietante e ricorda il volto drammatico di Katharine Ross. 

Per il resto il film può appassionare solo i cultori dei motori, per via di momenti in cui sembra di assistere ad un documentario sulle macchine potenziate all’azoto più che a semplice fiction. Se allora Cohen ha meriti, questi si scovano nella sagacia di conformare il ritmo del film alla storia: montaggio vertiginoso, musica ossessiva, abbigliamento ipertrendy. Film destinato ai teen-agers, con qualche riserva che tuttavia può emergere: perché è al tempo stesso anche una pericolosa apologia della velocità (negli States il film esce con il PG13: avvertimento ai genitori con i figli al di sotto dei 13 anni).

Luigi Senise


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