Anno VII - Numero 25 - Settembre 2001

I film del mese


FANTASMI DA MARTE
(JOHN CARPENTER'S GHOST OF MARS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: John Carpenter
Sceneggiatura
: Larry Sulkis e John Carpenter
Fotografia
: Gary Kibbe
Scenografia
: Ronald Reiss
Costumi
: Robin Busche
Musica
: Anthrax, John Carpenter
Montaggio
: Paul Warschilka
Prodotto da
: Sandy King
(USA, 2001)

Durata
: 100’
Distribuzione cinematografica
: Columbia Tristar

PERSONAGGI E INTERPRETI

James "Desolation" Williams: Ice Cube
Natasha Henstridge: Melanie Ballard
Jericho Butler: Clea Duvall
Bashira Kincaid: Pam Grier
Helena: Joanna Cassidy
Whitlock: Richard Cetrone

In un indefinito futuro, sul pianeta Marte, una donna poliziotto terrestre – in una società matriarcale – è tornata alla sua base, sola, unica superstite di una Squadra partita per assicurarsi un detenuto pericoloso. Dinanzi ai suoi superiori racconta come sono stati attaccati da altri terrestri, i quali sono stati contaminati da un venefico fluido, scaturito dalle viscere del pianeta, che è l’ultimo tentativo dei precedenti abitanti marziani per uccidere i terrestri stessi: il fluido muta le persone in una sorta di zombi, armati di asce e di clave, decisi solo ad uccidere. Sono tutti morti, conclude la donna, salvo io e il il criminale che, dopo avermi salvato la vita, è sparito. E il racconto della battaglia furiosa tra terrestri e "fantasmi" è anche l’intero film.

Se da un lato ad un prima lettura il film è un cripto-western, lo è, non tanto per la mimesi con gli stilemi drammaturgici del West-Cinema, piuttosto per lo spirito di questo, che viene assunto da Carpenter nella portata enormemente simbolica dei nomi dei suoi eroi: Descanso, Jericho, Ballard, Williams, Desolazione… ; personaggi che come nelle storie fordiane vagano accesi dalla fiamma dell'avventura edificante in territori impervi: là in canyon incandescenti, qui, anche, ma con case-sylos, notte, e freddo perenne. Dettagli colti costellano lo script, come l’entità diabolica, evidente e voluta reminiscenza di Siegel e della "La Cosa", che penetra per mezzo dell’orecchio nei terrestri: come vuole la tradizione della "Annunciazione" nel passo evangelico di Luca: 2, 7 : 14, secondo la quale Maria viene fecondata dal Verbo attraverso l’orecchio… O le scene di lotta, violente, ma disegnate con leggerezza e alimentate da tagli improvvisi, un impeto domato da una steady-cam agilissima. Natasha Henstridge è splendida e in gamba, e nella storia fantasy ha l’odore dell’eroine dei "Manga" giapponesi, oltre che citare il Tenente Ripley. Formidabili i trucchi iperreali, desunti dall’iconografia di gruppi musicali satanisti, come Manovar, Kiss, etc., con piercing, autodeturpazioni (come una "artista" contemporanea francese) ceroni bianchi e occhiaie annerite.

John Carpenter con "Fantasmi da Marte" firma un film simile e dissimile a un tempo ad alcune delle sue pellicole più riuscite: "Hallowen"; " 1997 - Fuga da New York"; "La Cosa". Perché insieme con Larry Sulkis scrive un film dalla trama improbabile, eppure tanto curata e potente sul piano visivo che la storia, sia pur esile, regge. Dove la differenza morale tra poliziotti e malviventi è labile, mentre lo scarto etico tra "fantasmi" e terrestri è manicheo, abissale, in linea con questo genere di film. La narrazione allora è puntellata da un montaggio sincopato, quasi per intero scansionata per flash-back dai vari personaggi, che a loro volta raccontano, è quindi una sorta di "Rashmoon", ma incalzante, martellante, meno pretenzioso. Con il rombo delle chitarre pesanti che scandiscono le facce degli zombi-siderali, affini, alcuni, nelle fattezze, a Marilyn Manson – e, forse, Carpenter, ha inteso anche raccontare una metafora in cui i "Cattivi" sono i nuovi vili incursori del rock satanista, che vengono per contrappasso atterrati al suono puro e duro del semplice heavy-metal.

Luigi Senise


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