Anno VII - Numero 25 - Settembre 2001

I film del mese


BLOW

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ted Demme
Sceneggiatura
: David McKenna, Nick Cassavetes
Fotografia
: Ellen Kuras
Scenografia
: Michael Hanan
Costumi
: Mark Bridges
Musica
: Graeme Revell
Montaggio
: Kevin Tent
Prodotto da
: Ted Demme, Joel Stillerman, Denis Leary
(USA, 2001)

Durata
: 124'
Distribuzione cinematografica
: Nexo

PERSONAGGI E INTERPRETI

George Jung: Johnny Depp
Mirtha Jung: Penelope Cruz
Barbara Buckley: Franka Potente
Ermine Jung: Rachel Griffiths
Derek Foreal: Paul Reubens
Diego Delgado: Jordi Molla

Il sogno americano, nella sua versione più accreditata, recita che ciascuno - non importa quanto umili siano le sue origini - può avere successo. Il cinema statunitense, in linea con codesta impostazione, ha molte volte proposto vicende "rags-to-riches", nelle quali un individuo raggiunge grandi vette pur partendo da una situazione svantaggiata. Ciò che raramente viene mostrato sullo schermo sono però i modi, i mezzi attraverso i quali avvengono certe ascese: dietro ogni grande fortuna, ammoniva Balzac, è nascosto un crimine. "Blow" s’incarica di portare detto assioma alle estreme conseguenze: vi si narra infatti di come George Jung, figlio d’una onesta famiglia della working class, sia riuscito negli anni ‘70 (è stora vera) ad accumulare una enorme fortuna - per perderla poi repentinamente, nella maniera più banale - divenendo un anello fondamentale nell’importazione illegale di cocaina dalla Colombia agli Usa.

Sulla scorta del bel libro-veritàdi Bruce Porter, Ted Demme firma la sua opera migliore muovendosi nel solco del gangster movie (evidenti i richiami allo Scorsese di "Quei bravi ragazzi") con pretese affrescali: viene in mente il Paul Thomas Anderson di "Boogie Nights", ma il ritmo è qui più serrato, grazie pure ad un montaggio efficacissimo e ad una scelta delle musiche semplicemente perfetta.
E’ un peccato che, avvicinandosi alla conclusione, il regista decida di stemperare il cinismo della pellicola concedendo qualcosa al registro buonista (il pur toccante incontro col padre, quello assolutamente innecessario con la figlia): tuttavia, il giudizio resta ampiamente positivo, non foss’altro per la determinazione con la quale viene qui svelata la natura intimamente criminale del sistema capitalistico, la perentorietà del suo osceno credo "business is business".

Grande merito, infine, va attribuito ad un cast eccellente: Penelope Cruz sfodera un’efficace grinta, Franka Potente tratteggia alla perfezione il carattere di Barbara, Paul Reubens (alias Pee Wee Herman) offre una gustosa caratterizzazione nei panni del coiffeur di lusso Derek . Ma è lui, Johnny Depp, il vero atout della situazione: adottando una recitazione misurata e trattenuta, tutta mezze tinte e sfumature, egli fa del protagonista un personaggio memorabile, sospeso tra spavalderia e voglia di tenerezza, narcisismo ed affettività negata, all’insegna d’un blend agrodolce che intriga ed a tratti commuove.

Francesco Troiano

Il sito ufficiale del film


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