Anno VII - Numero 26 - Ottobre 2001

I film del mese


TRE MOGLI

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaMarco Risi
Sceneggiatura
Marco Risi, Sara Rosso
Fotografia
: Italo Petriccione
ScenografiaVittorio Sodano
Costumi
Metella Raboni
Musica
: Andrea Rocca
Montaggio: Valentina Girodo
(Italia, Spagna, Argentina, 2001)

Durata
: 97'
Distribuzione cinematografica
: 01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Beatrice: Francesca D’Aloja
Billie: Silke Klein
Bianca:
Iaia Forte

"Tre mogli" è il ritorno dopo quattro anni di Marco Risi alla regia. Il film è una commedia, classica, con ottimi dialoghi, sempre legati alla trama, e tre attrici in stato di grazia, perché intelligentemente calate in ruoli congeniali. E’ la storia di tre donne che la notte di Capodanno scoprono che i loro mariti impiegati in banca (direttore, impiegato e guardia giurata) hanno sottratto alla stessa 9 miliardi e sono fuggiti. Francesca D’Aloja, Iaia Forte, e Silke interpretano, in ordine, la moglie del direttore, dell’impiegato e della guardia giurata. Ognuna ben riconoscibile caratterialmente: la Forte, svampita e insicura, la D’Aloja, sussiegosa e altera, Silke, sfacciata e impertinente. Quando, dopo un anno, le tre mogli sono informate della presenza dei tre mariti in Argentina, partono alla volta del Sud-America dove, oltre a diventare amiche, scopriranno la vera sostanza delle loro personalità.

Risi inizia con una coltissima citazione da "La Ronde" del grande Max Ophuls, con la m.d.p. che scruta l’interno di una casa attraverso le finestre, dall’esterno, con un piano sequenza di sicuro mestiere. La trama è frenetica, accade sempre un evento che permette alla sceneggiatura – calibratissima – di tenere un brio e un vaga tensione per l’intero film. L’unica forzatura architettata per rendere anche scenicamente affascinante la storia è la seconda parte, girata in Patagonia, in cui tuttavia la regione tanto decantata da Chatwin e Sepulveda diviene mera quinta scenica e non luogo simbolico, tanto che la storia potrebbe svilupparsi anche a Londra o Parigi. Ciò comunque non intacca la sapienza registica di Marco Risi, fuor di dubbio dotato sia nella black comedy, che nella commedia pura, e, come ricordiamo, anche nei film a sfondo sociale ("Mery per sempre"; "Ragazzi fuori"; "Il Muro di Gomma"; "Il Branco" e lo sfortunato, quanto talentuoso, "L’Ultimo Capodanno"). Risi non disdegna di evocare il Cinema anche verso la fine, con la presenza di un solitario e improbabile ciclista che scorrazza per la Patagonia, e che vuole essere un chiaro riferimento al film cui la vicenda in parte si ispira, "Thelma e Louise". Già, perché quel che trovano le tre mogli oltreoceano è proprio la libertà.

Luigi Senise


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