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TRE
MOGLI
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia : Marco Risi
Sceneggiatura: Marco Risi,
Sara Rosso
Fotografia: Italo Petriccione
Scenografia: Vittorio Sodano
Costumi: Metella Raboni
Musica: Andrea Rocca
Montaggio: Valentina Girodo
(Italia, Spagna, Argentina, 2001)
Durata: 97'
Distribuzione cinematografica: 01
Distribution
PERSONAGGI E INTERPRETI
Beatrice: Francesca D’Aloja
Billie: Silke Klein
Bianca: Iaia
Forte
  
"Tre mogli" è il ritorno dopo
quattro anni di Marco Risi alla regia.
Il film è una commedia, classica, con ottimi dialoghi, sempre legati alla trama, e tre
attrici in stato di grazia, perché intelligentemente calate in
ruoli congeniali. E’ la storia di tre donne che la notte di
Capodanno scoprono che i loro mariti impiegati in banca
(direttore, impiegato e guardia giurata) hanno sottratto alla
stessa 9 miliardi e sono fuggiti. Francesca D’Aloja,
Iaia Forte, e Silke interpretano, in ordine, la moglie del direttore,
dell’impiegato e della guardia giurata. Ognuna ben riconoscibile
caratterialmente: la Forte, svampita e insicura, la D’Aloja,
sussiegosa e altera, Silke, sfacciata e impertinente. Quando, dopo
un anno, le tre mogli sono informate della presenza dei tre mariti
in Argentina, partono alla volta del Sud-America dove, oltre a
diventare amiche, scopriranno la vera sostanza delle loro
personalità.
Risi inizia con una coltissima citazione da
"La Ronde" del grande Max Ophuls, con la m.d.p. che
scruta l’interno di una casa attraverso le finestre, dall’esterno,
con un piano sequenza di sicuro mestiere. La trama è frenetica,
accade sempre un evento che permette alla sceneggiatura –
calibratissima – di tenere un brio e un vaga tensione per l’intero
film. L’unica forzatura architettata per rendere anche
scenicamente affascinante la storia è la seconda parte, girata in
Patagonia, in cui tuttavia la regione tanto decantata da Chatwin e
Sepulveda diviene mera quinta scenica e non luogo simbolico,
tanto che la storia potrebbe svilupparsi anche a Londra o Parigi.
Ciò comunque non intacca la sapienza registica di Marco Risi,
fuor di dubbio dotato sia nella black comedy, che nella commedia
pura, e, come ricordiamo, anche nei film a sfondo sociale
("Mery per sempre"; "Ragazzi fuori"; "Il
Muro di Gomma"; "Il Branco" e lo sfortunato,
quanto talentuoso, "L’Ultimo Capodanno"). Risi non
disdegna di evocare il Cinema anche verso la fine, con la presenza
di un solitario e improbabile ciclista che scorrazza per la
Patagonia, e che vuole essere un chiaro riferimento al film cui la
vicenda in parte si ispira, "Thelma e Louise". Già,
perché quel che trovano le tre mogli oltreoceano è proprio la
libertà.
Luigi Senise
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