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Anno VII - Numero 26 - Ottobre 2001 |
I film del mese |
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| LUNA
ROSSA
CAST TECNICO ARTISTICO Sceneggiatura e Regia : Antonio CapuanoFotografia: Tommaso Borgstrom Scenografia: Paolo Petti Costumi: Metella Raboni Musica: Lelio De Tullio Montaggio: Giogiò Franchini Prodotto da: Andrea De Liberato per Poetiche Cinematografiche (Italia, 2001) Durata: 116' Distribuzione cinematografica: Sciarada PERSONAGGI E INTERPRETI Tony: Italo Celoro
Presentato in concorso all’ultimo festival di Venezia (unico italiano assieme a Luce dei miei occhi di Piccioni), Luna Rossa ha diviso esattamente a metà la platea, incerta se tributargli fischi o applausi. Bisogna dare atto a Capuano (Pianese Nunzio, Vito e gli altri, Polvere di Napoli) di aver realizzato un film sicuramente coraggioso, lontano da qualsiasi compiacimento, che aggredisce lo spettatore con temi forti e uno stile originale. L’idea di raccontare la mafia attraverso il filtro della tragedia greca (l’Orestea di Eschilo è sempre sullo sfondo nei personaggi e nelle situazioni, spesso anche in primo piano con i dialoghi) è potenzialmente rischiosa, ma Capuano riesce a bilanciare con sapienza le diverse anime del suo film. Grande attenzione è stata data al linguaggio dei Cammararo, sospeso e surreale ma anche sanguigno, verace, a seconda che si usi l’italiano, il dialetto napoletano o dialoghi più manierati, quasi mutuati dalla tragedia greca. L’impatto visivo è notevole, grazie alla scelta di girare quasi tutto il film nei claustrofobici interni della casa mafiosa, interni disegnati con pochi tratti scenografici, a metà strada tra l’essenziale e il kitsch, con una dominante di nero che, insieme all’ottima fotografia di Tommaso Borgstrom, rende alla perfezione il clima emotivo dei personaggi. Anche le scelte di montaggio testimoniano la volontà di non scendere a compromessi con il pubblico, costruendo scene spezzate, nervose, a tratti antinarrative ma sempre perfettamente in sintonia con le altri componenti filmiche. La coerenza interna è evidente inoltre nelle scelte musicali, che spaziano dai vecchi dischi di Tony (tra cui la Luna Rossa di Claudio Villa del titolo) a musiche più moderne e vicine alla generazione di Oreste (opera di Rais degli Almamegretta). Insomma, tutto concorre alla realizzazione di un film compatto, che non esita a introdurre temi e situazioni forti (violenza, sesso, disperazione, lotta per il potere, incesto, tradimento, ecc.) per raccontare l’implosione di una famiglia mafiosa, osservata non dall’alto ma sezionandola, andando a scavare negli stati d’animo dei personaggi che la animano. Una nota di merito va, per questo, senz’altro agli attori. Luna Rossa a Venezia si sarebbe meritato un bel premio all’intero cast, come quasi dieci anni fa capitò ad America oggi di Altman: da Tony Servillo a Licia Maglietta, non certo nuovi a simili interpretazioni, agli esordienti Domenico Balsamo e Antonia Truppo, tutti sono decisamente convincenti, nonostante siano costretti a recitare (per esigenze di copione) sempre in bilico su quella sottile linea che, se oltrepassata, fa andare "sopra le righe". Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete! |
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