Anno VII - Numero 26 - Ottobre 2001

I film del mese


HARRISON’S FLOWERS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Elie Chouraqui
Sceneggiatura
: Elie Chouraqui, Didier Le Pecheur, Isabel Ellsen
Fotografia
: Nicola Pecorini
Scenografia
: Giantito Burchiellaro
Costumi
: Mimi Lempicka
Musica
: Bruno Couilais, Cliff Eidelman
Montaggio
:  Jacques Wita, Asilo Auguste, Stephane Fress
Prodotto da
: Elie Chouraqui
(Francia, 2000)

Durata
: 130’
Distribuzione cinematografica
: Eagle Picture

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sarah: Andie Macdowell
Harrison: David Strathairn
Yeager: Elias Koteas
Kyle: Adrien Brody
Stevenson: Brendan Gleeson
Cathy: Marie Trintignant

Harrison’s Flowers è la storia di un reporter, Harrison (David Strathairn) di Newsweek, che dopo aver vinto il premio Pullitzer, vive di rendita sul piano mediatico: convegni, libri, interviste etc. Un giovane collega, Kyle, (Adrien Brody), lo incalza, accusandolo di scarsa deontologia: poiché non è più in prima linea a fotografare i disastri della guerra. Anche un altro reporter (Elias Koteas), ormai famoso, rimane freddo alla sorte infausta di alcuni giovani colleghi. Intanto in Bosnia la guerra inizia, ma è minimizzata dalla pubblica opinione. Tuttavia Harrison, colpito nell’orgoglio, parte per la Croazia. La guerra assume contorni tragici ed Harrison viene dato per disperso. La moglie (Andie Macdowell) non si rassegna e parte alla sua ricerca. Da quel momento comincia un viaggio nell’inferno del conflitto, e dove il Virgilio che la condurrà nei gironi della Vukovar messa a ferro e fuoco dai serbi sarà proprio lo squinternato genialoide Kyle, che in fondo sente rimorso, poiché è a causa delle sue parole sferzanti che Harrison è partito per il conflitto.

Elie Chouraqui narra per immagini la guerra e il suo rapporto con i media. La Bosnia diviene importante nello scacchiere mondiale solo quando la CNN se ne occupa. E i media possono imbolsire qualsiasi adrenalinico reporter a suon di dollari. Ma la vera invenzione del film (e quindi della sceneggiatura, di Le Pecheur, Ellsen e Chouraqui) è il road-movie dei reporter all’interno delle linee nemiche: dagli Ustascia croati (la cossiddetta "Guardia di Ferro") alle Tigri serbe di Arkan (con relativi stupri etnici, e donne e bambini sgozzati), la jeep degli audaci fotografi incontra le due facce del nemico, che hanno come denominatore comune l’orrore (con echi coppoliani di "Apocalypse Now"); sebbene proprio grazie all’ammirazione per il coraggio dei serbi, il nugolo dei reporter arriverà nell’inferno di Vukovar, per rintracciare Harrison. 

Le scene di guerra tradiscono qualche ingenuità, i soldati che sparano da sopra il carro-armato e non da dietro, ma ciononostante sono dure e ben girate, a ritmo serrato, e i combattimenti nelle città balcaniche, casa contro casa, uniscono l’oggettività del documentario con il pathos della finzione, senza che la tensione, altissima, scemi in tempi morti. "Harrison’s Flowers" è un film dalla trama originale che miscela il Cinema europeo, per contenuti, con tecniche di ripresa quasi da nouvelle vague (discorsi interrotti, immagini apparentemente precarie), con la tradizione USA, ovvero, il road-movie. E il genere in questione agisce come un vettore che illumina le nefandezze del conflitto civile, oltre che rimandare la mente alle tragedie vere dei nostri giorni: quei reporter che si ostinano ad andare a Vukovar, controcorrente, mentre tutti scappano nella direzione opposta – scappano dalla Morte - ricordano i 300 giovani eroici pompieri delle Twin Towers, che salivano le scale mentre i civili le scendevano, immolandosi come angeli contro la barbarie.

Luigi Senise


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)