Anno VII - Numero 26 - Ottobre 2001

I film del mese


IL DIARIO DI BRIDGET JONES
(BRIDGET JONES'S DIARY)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Sharon Maguire
Sceneggiatura
: Helen Fielding, Andrew Davies, Richard Curtis, dal romanzo omonimo di Helen Fielding edito da Bompiani.
Fotografia
: Stuart Dryburgh
Scenografia
: Gemma Jackson
Costumi
: Rachel Fleming
Musica
: Patrick Doyle
Montaggio
: Martin Walsh
Prodotto da
: Tim Bevan e Eric Fellner
(Francia, Gran Bretagna, USA 2001)

Durata
: 97'
Distribuzione cinematografica
: UIP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Bridget Jones: René Zellweger
Daniel Cleaver: Hugh Grant
Mark Darcy: Colin Firth
Signor Jones: Jim Broadbent
Signora Jones: Gemma Jones

"Domenica 1° Gennaio Kg 58,6 (ma dopo Natale), alcolici 14 (ma in realtà coprono due giorni in quanto quattro ore di festa fanno già parte del 1° dell'anno), sigarette 22, calorie 5424".
Sembra la scheda compilata svogliatamente dalla segretaria di un centro estetico, ad una delle tante clienti in cerca della linea perfetta. Invece è l'inizio di un diario. "Il diario di Bridget Jones" per la precisione. L'eroina di carta di un libro di culto sui trentenni tormentati e single. Inglesi e non. Chiunque viva imprigionato da anni nel calcolo delle calorie, delle sigarette fumate, delle storie d'amore finite, delle insistenze di una madre indiscreta, non può non amare Bridget Jones. Perché è una figura con cui identificarsi facilmente. Si sognano e si imitano i modelli che si vorrebbe diventare, ma poi si ama chi ci somiglia. E Bridget rappresenta la quotidianità. È ingenua, trasandata, piena di manie, in quantità pari ai sogni e alle frustrazioni delle persone comuni. Lotta con la bilancia, con gli sguardi pesanti del direttore, con la mancanza totale di autostima, con un telefono che non vuole squillare. È capace di presentarsi vestita da coniglietta ad una festa di persone anziane e bigotte, senza rendersi conto che non era propriamente una festa in costume (un po' come Rossella O'Hara, sarà una citazione?).

Un'eroina di carta, abbiamo detto. La carta è il giornale inglese "Independent" (dove il Diario è pubblicato la prima volta nel 1995), la penna è di Helen Fielding che guarda ancora sbigottita le parti più basse della classifica dei libri più venduti dall'alto della sua pole position. Andrew Davis collabora alla sceneggiatura: è l'autore dell'adattamento televisivo di "Orgoglio e Pregiudizio" (il grande amore di Bridget si chiama Darcy, come il personaggio di Jane Austen, altra citazione).

La regista Sharon Maguire è al suo debutto cinematografico. Documentari per la BBC e molti spot pubblicitari, fino alla "folgorazione sulla via di Damasco" dopo la lettura del best seller. Regia e sceneggiatura rispettano molto lo spirito del libro, ne conservano la carica comica e volutamente esasperata. Non si preoccupano di scavare, di scoprire, di rivelare. Anche perché la storia stessa non si presta ad approfondimenti di sorta: A ama B, poi si accorge dell'errore e sceglie C. Ma curano efficacemente la protagonista, che rappresenta tutto il film, con le sue paranoie ingombranti e cellulitiche (omaggio al metodo Stanislavskji da parte della Zellweger che è dovuta ingrassare molto per calarsi nella parte, ma che è brava e convincente).

Elisabetta Marino


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