Anno VII - Numero 26 - Ottobre 2001

I film del mese


BELFAGOR - IL FANTASMA DEL LOUVRE
(BELPHEGOR - LE FANTOME DU LOUVRE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Jean-Paul Salomé
Sceneggiatura:
Jerome Tonnerre, Jean-Paul Salomé
Fotografia:
Jean-François Robin
Scenografia:
Michele Abbe
Costumi:
Pierre-Yves Gayraud
Musica:
Bruno Coulais
Montaggio:
Sylvie Landra
Prodotto da:
Alain Sarde
(Francia, 2001)

Durata:
97’
Distribuzione Cinematografica:
01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Lisa: Sophie Marceau
Verlac: Michel Serrault
Martin: Frederic Diefenthal
Genda Spencer: Julie Christie
Bertrand Faussier: Jean-François Balmer
Simmonet: Lionel Abelanshi

Nel 1965, andò in onda in molti paesi europei uno sceneggiato in quattro puntate destinato ad entrare nella allora ancor breve storia della televisione: "Belfagor, ovvero il fantasma del Louvre" di Claude Barma incollò milioni di telespettatori alle poltrone e divenne, segnatamente in Francia, un autentico fenomeno di costume. Basato sull’omonimo romanzo di Arthur Bernède (1927), esso narra delle apparizioni nel celebre museo parigino d’una misteriosa figura (avvolta in un mantello scuro, col viso ricoperto da una maschera di cuoio) in prossimità della statua di Belfagor, divinità caldea dell’inganno. Lo scioglimento dell’enigma, contraddistinto pure da morti violente, aveva a che fare con l’attività esoterica d’un gruppo di occultisti ispirati dai Rosacroce: ciò che tuttavia colpisce ancora, a distanza di anni, è il clima di mistero e le atmosfere gotico-espressioniste che contraddistinguono la messa in scena, vere chiavi di volta dell’enorme successo - e del meritato status di "cult" - della serie.

Chi cerchi nel lungometraggio di Jean-Paul Salomé l’equivalente dei brividi d’un tempo, si prepari ad una cocente delusione: qui Belfagor è solo un pretesto narrativo per lucrar quattrini soffiando sul fuoco della nostalgia, ché l’intera vicenda pare una innecessaria postilla a quel cinema degli effetti speciali (in particolare, ci si ispira al discutibile "La mummia") che negli Usa già da tempo comincia a dar segni di inesorabile declino. Pressoché privo di sceneggiatura, recitato a scatti da attori inesistenti (solo Serrault si difende con dignità), diretto svogliatamente da un cineasta davvero poco ispirato, questo "Belfagor" dai colori smaglianti ed ipertecnologizzato fa rimpiangere amaramente il bianco-e-nero poveristico, il gusto per il racconto ben congegnato proprio dell’originale.

Francesco Troiano


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)