Anno VII - Numero 27 - Novembre 2001

I film del mese


SANTA MARADONA

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Marco Ponti
Fotografia
: Marcello Montarsi
Scenografia
: Andrea Rosso
Costumi: Marina Roberti
Musica
: Motel Connection
Montaggio
: Walter Fasano
Prodotto da
: Roberto Buttafarro
(Italia, 2001)

Durata
: 96’
Distribuzione cinematografica
: Mikado

PERSONAGGI E INTERPRETI

Andrea: Stefano Accorsi
Dolores: Anita Caprioli
Bart: Libero De Rienzo
Lucia: Mandala Tayde

Andrea ha 27 anni, una laurea in lettere, una casa sgarrupata nel centro di Torino che divide con l’amico Bart, laureato in lettere anche lui e scannato, un’amica del cuore italo-indiana di nome Lucia e un numero incalcolabile di colloqui di lavoro non andati a buon fine. Nelle sue giornate fatte di corse tra un’azienda e un’altra, una partita a squash casalingo con l’amico e una gara a chi scova le notizie più inverosimili – con tanto di conteggio numerico – un giro di zapping frenetico e qualche buona lettura, irrompe l’angelica ma provocante figura di Dolores, giovane professoressa di italiano con velleità di attrice. Il solito tran tran di trentenne ancora non definito viene dunque invaso dalla forza di un amore che ha le tinte forti di una scoperta, che diventa quasi ingestibile, che sovrasta tutte le altre priorità.

Sarà la presenza di Stefano Accorsi, saranno i connotati non ancora delineati dei personaggi, sarà l’indiscutibile predominanza dei sentimenti su tutto il resto, ma è inevitabile non pensare, guardando questo film, al fortunato exploit del "L'ultimo bacio" di Muccino. Non ne sarà contento il regista, Marco Ponti, al suo primo lungometraggio realizzato su una sceneggiatura scritta molto prima della creatura mucciniana, ma il salto mentale è inevitabile e in molti aspetti ne ricalca i toni. Generazionale lo è, il film , circoscritto ad uno spaccato esiguo dell’umanità che appare lontano anni luce dalla realtà, esasperato negli aspetti che potrebbero sembrare più verosimili. La sindrome di Peter Pan è una costante dei nostri anni, questo sì, ma qui – come ne "L'ultimo bacio" del resto – sembrano azzerate tutte le sfumature umane dei protagonisti, il loro spessore emotivo, la loro unicità. Un modo troppo semplicistico di indagare l’universo di questi trentenni allo sbando, preparati ma mai abbastanza scaltri per un mondo del lavoro super competitivo, "acculturati" ma secondo un clichè fatto di Benni e Radfield,, "Butch Cassidy" e Manu Chao, i cartoni animati e il cinema anni Settanta. Un po’ stereotipato e riduttivo per chi fa parte di questa generazione che in realtà è molto più variegata e cosciente di sé di come appaiono Accorsi e compagni, completamente avulsi da ciò che li circonda. 

Ponti si salva dalla presunzione grazie al fatto di raccontare una piccola storia, di non voler a tutti i costi porsi come affresco esaustivo di un’intera generazione, tentazione sfuggita dalle mani alla pellicola proprio a Muccino. A modo loro i giovani di Ponti sono dei piccoli eroi del quotidiano, che cercano qualcosa di diverso per se stessi, un modo nuovo di vivere, una dimensione differente da quella in cui si è cresciuti, correndo il rischio di non trovarla mai. Tutto sommato a prevalere qui, come in tutti i film della storia e come nella realtà di tutti i giorni, è l’amore, vissuto quasi con incoscienza e irrazionalità, in maniera totale. Girato molto bene, con trovate originali e ritmo sostenuto, il film ha la grande qualità di riprodurre la realtà esagerandola, uscendo un po’ fuori dalle righe nella narrazione. La stessa Dolores nella sua perfezione, mix impeccabile di tenerezza ed erotismo, sembra inverosimile, così come la paziente amica Lucia, innamorata maltrattata di un giovane italiano. Accorsi come sempre buca lo schermo e regala fascino ai personaggi che interpreta, riempiendo le inquadrature con il suo sorrisone impeccabile. Belle le musiche, nate dall’unione di due componenti dei Subsonica ed un dee-jay, creatura dal nome Motel Connection. In ultimo, per dovere di cronaca e per svelare l’arcano: "Santa Maradona" è un brano del 1994 dei Mano Negra, ex gruppo di Manu Chao.

Fania Petrelli


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