Anno VII - Numero 27 - Novembre 2001

I film del mese


IL PATTO DEI LUPI
(LE PACT DES LOUPS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Cristophe Gans
Sceneggiatura
: Guy Claude Francois
Fotografia
: Dan Lautsen
Scenografia
: Guy Claude Francois
Costumi
: Dominique Borg
Musica
: Joseph Lo Duca
Montaggio
: David Wu
Prodotto da
: Davis Film, Le Studio Canal +, Eskwad
(Francia, 2001)

Durata
: 142’
Distribuzione cinematografica
: 01 Distribuzione

PERSONAGGI E INTERPRETI

Gregoire De Fronsac: Samuel Le Bihan
Jean Francois De Morangias: Vincent Cassel
Sylvia: Monica Bellucci
Thomas D’Apcher: Jeremie Renier
Marianne De Morangias: Emilie Dequenne
Mani : Mark Dacascos

Tratto da una celebre leggenda francese, il film racconta di alcuni insoliti eventi che si verificarono nella suggestiva terra di Gévaudan durante il regno di Luigi XV. Nel 1766, in questa società dove il contrasto sociale viveva un rapporto intimo, dove i ricchi signori abitavano a pochi metri dagli squilibri della miseria contadina, una bestia senza nome giunse a seminare il terrore. Le sue vittime, povere ed innocenti, erano soltanto donne e bambini che incautamente e per necessità si allontanavano nelle misteriose aree dei boschi, per portare i loro greggi al pascolo, mentre il mostro rifuggiva gli uomini. Nonostante le costanti ricerche ed i trabocchetti organizzati dalle squadre locali, la creatura continuava a colpire nel silenzio, per poi dileguarsi senza lasciare alcuna traccia se non nei terrorizzati racconti dei pochi sopravvissuti. Un giorno, quando lo scandalo raggiunge l’orecchio del Re, questi decide d’inviare un suo fedele servitore, lo scienziato naturalista Gregoire de Fronsac. L’uomo arriva nella spettrale regione accompagnato dal guerriero Mani, un enigmatico asceta indiano incontrato in America. Qui, darà inizio ad un lungo periodo d’indagini che lo porterà a scontrarsi con inimmaginabili rivelazioni e con la decadenza di una nobiltà stanca, incapace di adeguarsi ai nuovi ordini. 

Questa produzione francese ad alto costo porta la firma di Cristophe Gans, già autore di "Necronomicon" e Crying Freeman", che coglie l’occasione per realizzare un fanta-thriller dai toni indubbiamente spettacolari, ma allo stesso modo noiosi e superflui. Di nuovo, il rapporto tra cinema francese e tradizione statunitense sembra realizzare un processo d’assimilazione e riscrittura, tipico di una scuola d’autore riconducibile alla Nouvelle Vague. I tempi trascorrono, le fonti cambiano e così, più che Hitchcock, Ford, Hawks e Wyler, gli stimoli contemporanei sembrano giungere dai codici rappresentativi di Tim Burton, dei fratelli Wachowski e dei fratelli Cohen, in una forma sin troppo trasparente. Manca (a differenza del movimento che partendo dalla Francia condusse una rivoluzione stilistica in grado di segnare le sorti del cinema europeo) un controllo efficace sul linguaggio di riferimento. Il risultato è spurio e poco convincente e gli stessi attori, compreso il brillante Vincent Cassel, sembrano aggirarsi senza convinzione in un teatro tecnicamente ineccepibile e ricco di evocazioni, ma distaccato e impersonale. Monica Bellucci recita come sempre, affidando il mestiere al proprio corpo. Il resto del cast, invece, appare addirittura dannoso. Anche nell’intenzione di essere un raffinato giocattolo, questa costosa intelaiatura lascia il transitorio ricordo di un esperimento fallito.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film


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