Anno VII - Numero 27 - Novembre 2001

I film del mese


Y TU MAMA’ TAMBIEN

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Alfonso Cuaròn
Sceneggiatura
: Carlos Cuaròn, Alfonso Cuaròn
Fotografia
: Emmanuel Lubezki
Scenografia
: Miguel Alvarez, Sandra Solares
Costumi
: Gabriela Diaque
Musica
: Liza Richardson, Annette Fradera
Montaggio
: Alfonso Cuaròn, Alex Rodriguez
Prodotto da
: Jorge Vergara
(Messico, 2000-2001)

Durata
: 105'
Distribuzione cinematografica
: 20th Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Louisa: Maribel Verdù
Gael Garcìa Bernal: Julio
Diego Luna: Tenoch

Diciassettenni, appartenenti a famiglie dell’alta borghesia messicana, Julio e Tenoch son sodali inseparabili: insieme fumano erba, parlano di sesso, fanno progetti mirabolanti su donne ed avventure. Un pomeriggio, durante un ricevimento, conoscono una ventottenne cugina spagnola, Julia: desiderosi di far colpo sulla giovane donna, la invitano alla spiaggia di Boca del Cielo, località della quale non conoscono affatto l’ubicazione e neppure se realmente esista. Afflitta da dispiaceri coniugali, Julia accetta a sorpresa la loro proposta: i tre cominciano così un lungo viaggio in automobile nell’ancora incontaminata natura del luogo, durante il quale fanno l’amore (pure collettivo), scherzano, si ubriacano, ridono, confessano delle sgradevoli verità ("mi sono fatto anche tua madre", recita più o meno il titolo).
Alla fine della traversata, il trio si separa per non più ricomporsi. Anni dopo, Julio e Tenoch si reincontreranno casualmente in strada: nel corso del tempo, la cugina è morta di cancro, i due hanno preso strade diverse; seduti al bar, scoprono di non avere ormai alcunché da dirsi.

Su questa nota malinconica, si chiude l’arco narrativo di "Y tu mamà tambièn", presentato con successo in concorso all’ultima edizione della Mostra di Venezia: il regista Alfonso Cuaròn, reduce dal pessimo adattamento del dickensiano "Grandi speranze" azzardato in "Paradiso perduto" (1998), sceglie qui toni lievi e divertiti per inscenare il bildungsroman di due adolescenti che inceneriscono la loro amicizia sull’altare dell’approdo all’età adulta. Felice nel disegno psicologico dei personaggi, gustosamente ribaldo nelle lunghe e frequenti parentesi erotiche, il film mostra un po’ la corda nella seconda parte, laddove si tratta di tirar le fila d’una storia povera di sviluppi: ma si riscatta nel finale, secco e preciso, commentato - come tutti gli accadimenti della vicenda - da una voce off funzionale ed a tratti divertente.
La buona riuscita del film, inoltre, molto deve alla freschezza ed alla spontaneità degli interpreti, tra i quali spicca per simpatia e bellezza l’incandescente Maribel Verdù: ne sentiremo riparlare, statene certi.

Francesco Troiano


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