: Nexo
PERSONAGGI E INTERPRETI
Hedwig: John Cameron Mitchell
Yitzhak: Miriam Shor
Luther: Maurice Dean Wint
Tommy Gnosis: Michael Pitt
Hansel: Ben Mayer-Goodman
Skszp: Stephen Trask

Hedwig, prima di chiamarsi così, è un ragazzino
tedesco di nome Hansel, di Berlino est, durante la guerra fredda. La
madre insegna scultura; lui viene violentato da un soldato
americano. E in America arriva con un altro soldato, un nero,
innamorato di lui. Qui, dopo esser rimasto solo, conosce una
famiglia di militari, presso la quale lavora come
"ragazza" alla pari (Hansel è ormai il transessuale
"Hedwig") e dove seduce il rampollo della famiglia, Tommy,
oltretutto cultore di musica, ma che Hedwig trasforma in un roker
punk-glam, "Tommy Gnosis". Al punto che Tommy, una volta
raggiunto il successo, saccheggia il repertorio musicale di Hedwig,
lo abbandona, e sfonda come solista nel mondo del Rock, mentre
Hedwig continua a suonare in squallidi nights, fino a che non si
ritrova faccia a faccia con la sua creatura, Tommy Gnosis (evidente
riferimento al musical "Tommy").
"Hedwig" deriva da una commedia
scritta, diretta e interpretata da John Cameron Mitchell presso un
teatro Off-Broadway. La trama risulta anche originale (con una
visione dei militari americani a Berlino simile - e non altro - a
quella che illustra Fassbinder in "Veronika Voss"). Il
giovane Cameron Mitchell ha il portamento sicuro di una vera
drag-queen, e le musiche hanno anche dei testi interessanti: se
pensiamo comunque che una canzone – come tutta la traccia
concettuale del film – deriva per intero dal "Simposio"
di Platone, naturalmente dove il filosofo discute sull’amore fra
uomo e uomo. E qui è il nocciolo della questione: che si ricorra
sempre ad autori della letteratura e della filosofia o della pittura
(di natura omosessuale?) per legittimare, sacralizzare l’omosessualità
come comune comportamento di vita. E invero tale legittimità è del
tutto acquisita se pensiamo ai vari Gay-Pride, ai locali, ai negozi,
ai media che ruotano attorno alla cultura "Gay"; e un film
simile appare anacronistico o in ogni caso ripetitivo, se non
inutile.
Nel senso stretto cinematografico, infine, Cameron Mitchell
ripropone sempre un "look" alla David Bowie di "Ziggy
Stardust", ma fuor di dubbio ha ben scritto la piece teatrale;
è del tutto carente invece come regista. Ecco, un film fitto di
sbalzi cronologici, di personaggi vari, è focalizzato interamente
sulla figura di Hedwig, con una messa in scena dimessa. Il che
dimostra la totale scelleratezza della produzione nel consegnare uno
script decente nella mani di un esordiente, affatto dotato per
narrare una storia con le immagini.