Anno VII - Numero 27 - Novembre 2001

I film del mese


CANICOLA
(HUNDSTAGE)

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaUlrich Seidl
Sceneggiatura
Ulrich Seidl, Veronika Franz
Fotografia
: Wolfgang Thaler
Scenografia
: Andreas Donhauser, Renate Martin
Costumi
: Sabine Volz
Suono
: Ekkehart Baumung
Montaggio
: Andrea Wagner, Cristof Schertnleib
Prodotto da
: Helmut Grasser, Philippe Boeber
(Austria, 2001)

Durata
: 121'
Distribuzione cinematografica
: Mikado

PERSONAGGI E INTERPRETI

L'autostoppista: Maria Hofstätter
L'uomo della sicurezza: Alfred Mrva
Il vecchio: Erich Finsches
La domestica: Gerti Lehner
La ragazza: Franziska Weiß
Il suo ragazzo: René Wanko

In un fine settimana di caldo afoso, nella anonima periferia di Vienna, tra villette a schiera e giganteschi centri commerciali, le vicende di sei persone scorrono parallele e si incrociano appena. Anna fa l’autostop e tra una macchina e l’altra sciorina le sue filastrocche alla gente che puntualmente la abbandona sul ciglio della strada, Hruby guida di casa in casa per trovare acquirenti ai suoi sistemi d’allarme, accetta di indagare su un caso di vandalismo, ma non trovando il colpevole usa Anna come capro espiatorio. Claudia è giovane e bella, ha un ragazzo accanto che sembra un fidanzato come tanti altri ma in realtà è un violento. Una coppia che ha perso una figlia piccola, condivide la stessa casa, senza parlarsi mai, schernendosi a vicenda e portando in casa amanti di passaggio. L’ingegner Walter vive in un suo personale regno dell’autocontrollo: prato falciato alla perfezione, rigorosi controlli sugli alimenti comprati al supermercato. Una maestra di mezza età aspetta ansiosa la serata con il suo amante. Wickerl arriva in compagnia di un ragazzo, la umilia, la picchia e la serata passa tra una violenza e l’altra.

Storie di ordinaria violenza in una periferia austriaca, in questo film sgradevole fino all’insopportabile, disseminato di scene di una crudeltà gratuita e decontestualizzata. Ingiustificato documentario di una realtà senza dettagli sociali, la pellicola è firmata da Ulrich Seidl, già autore di premiati film documentario, e vincitore con quest’ultima opera del Gran Premio della Giuria al cinquantottesimo Festival di Venezia. Viene da chiedersi cosa aggiunga questo film alla ormai lunga sequela di pellicole documento sul degrado psichico e sociale di una società in via di disfacimento. E seppure ci sia ancora bisogno di parlare di violenza e degrado, lo si dovrebbe fare con occhio documentario, o quantomeno con piglio creativo che qui manca totalmente.

Danila Filippone


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