Anno VII - Numero 27 - Novembre 2001

I film del mese


BABY BOY – UNA VITA VIOLENTA
(BABY BOY)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: John Singleton
Fotografia: Charles E. Mills
Scenografia
: Keith Brian Burns
Costumi
: Ruth Carter
Musica
: David Arnold
Montaggio
: Bruce Cannon
Prodotto da
: John Singleton
(USA, 2001)

Durata
: 129’
Distribuzione cinematografica
: Columbia Tristar Films Italia

PERSONAGGI E INTERPRETI

Jody: Tyrese Gibson
Yvette: Taraji P. Henson
Sweetpea : Omar Gooding
Peanut : Tamara Bass
Rodney: Snoop Dogg

Il grido di un adulto lanciato dal ventre materno, una voce fuoricampo che commenta il destino incosciente degli afroamericani, incapaci a distaccarsi dalla propria adolescenza. La giornata di Jody (Tyrese, popolare cantante californiano) inizia con un incubo che diverrà ricorrente. Jody è un giovane dissennato di South Central, Los Angeles, che vive con la madre pur avendo un’intensa relazione con due donne ed un figlio da accudire. Senza un lavoro, incapace ad affrontare le proprie responsabilità, il suo diabolico incanto si spezza nel momento in cui un vecchio gangster ravveduto inizia a frequentare la madre e a convivere insieme con loro. Come non bastasse, l’ex fidanzato della sua partner ufficiale, un criminale di mezza tacca, esce di prigione per tornare a tormentarla e stabilirsi parassitariamente nell’appartamento di lei. Questo proliferare d’imprevisti lo risveglierà dal suo letargo, costringendolo a guardarsi dentro e ad accettare i suoi doveri.

È una profonda delusione dover notare che John Singleton, unico rappresentante internazionale del cinema afroamericano di profonde radici popolari, abbia incapsulato il suo talento nel toccante film d’esordio, quel "Boyz ‘n the hood" che dieci anni fa, all’età di 24 anni, gli valse una nomination all’oscar come miglior regista. Da allora il suo stile prosaico si è addentrato in un territorio aspro e confuso senza stabilire un disegno di analisi, abbandonandosi ad un incauto e maldestro sussiego. Contrariamente da quanto può trasparire attraverso l’algida rappresentazione di Singleton, annunciatore di paesaggi desunti da una dignità proletaria mal tradotta nella vivacità del colore, South Central non è un quartiere piccolo-borghese, ma il frammento desolato di un mosaico che si stringe come una vena di rughe intorno al sorriso dell’America, dove le vite si consumano inseguite dal loro disagio, dalle strade, dalle scuole, dalla povertà, dalla violenza delle forze dell’ordine e dal tanfo dell’immondizia che in una settimana si accumula sin sotto i campanelli delle loro case.

La canzone di Marvin Gaye da cui l’autore afferma di aver raccolto ispirazione, sembra lontana un miglio. Del suono e del richiamo della suadente "What’s going on" resiste, invece, come più fedele inseguitore il catartico "Clockers" di Spike Lee, dominatore del senso di male e di bene che trasforma la tragedia classica in fotografia del presente: è il dramma shakespeariano del confronto con la morte, ma terrorizzante perché strappato alla finzione e ridotto al teatro-vita di un sangue che scorre straripando dagli argini dell’arte. Spike Lee ricama i bordi alle sue "descizioni" e non si abbandona, diversamente da Singleton, alla tentazione d’impartire "codici morali". Baby Boy si concentra con affanno sull’obiettivo di rivelare delle verità ingannevoli, dimenticando completamente di dedicarsi alla rappresentazione. Al pubblico dell’Hip Hop resta, se non altro, la soddisfazione di ritrovare sul grande schermo l’icona crepuscolare del rapper Snoop Dogg (accompagnato da Tray Dee e Goldie Loc, alias "The Eastsidaz") che, nonostante le vaste apparizioni sugli schermi statunitensi, in Italia è comparso soltanto in brevi e rare occasioni.

Francesco Russo


Ordina il DVD di Baby Boy
Contiene:

• Il film Regione 1, Ntsc, Widescreen, Dolby Digital 5.1
• Sottotitoli Closed-captioned
• Commento audio di John Singleton
• Note di produzione
• Theatrical trailer(s)
• Cinemax Featurette
• Storyboard
• Scene tagliate
• Music Video
• Outtakes Reel