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Anno VII - Numero 27 - Novembre 2001 |
Apocalypse Now Redux |
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(Alcune) Fonti testuali e reminiscenze autobiografiche in Apocalypse Now
Il viaggio sulla barca è desunto da Conrad, sebbene l’intermezzo delle festanti playmate di Playboy (che nella versione "Redux", Willard e co. incontrano di nuovo), con il party che degenera in un arrembaggio allucinato, è anche memoria del padre di tutti i nostromi fluviali della letteraratura, "Huck-Finn", di Mark Twain, che, complici il Principe e il Duca, assiste ad una tragicomica "prima teatrale" in un caseggiato lungo le sponde del Missipi. L’incontro con il reazionario, e smagliante, colonnello Kilgore(Robert Duvall): nome che richiama anche un genere cinematografico estremo e violento: "Kill" + "Gore", e la sua ossessione per le tavole da onda è con tutta probabilità pensata perlopiù dal cosceneggiatore John Milius, autore del miglior film sul surf: "Un Mercoledì da leoni".
L’arrivo al ponte Du-Long evoca l’inferno dantesco e la barca di Dante sotto la quale disperati imploravano di esser tirati a bordo. Ma è nell’incontro con la truppa di Kurtz, nell’insenatura costellata di corpi appesi e di soldati cambogiani immobili, che Coppola volge lo sguardo ad un altro testo di Conrad, "Tifone", in cui l’autore descrive il suo primo impatto con la gente d’oriente dopo un terrificante maroso. "(…) Giacevo in un’onda di luce (…) E allora vidi gli uomini dell’oriente - mi stavano guardando. Vidi facce brune, bronzee, gialle, gli occhi neri, il lucicchio, il colore di una folla orientale. E tutti quegli esseri guardavano fissi senza un mormorio, senza un sospiro, senza un moto. Fissavano quelle imbarcazioni lì sotto, gli uomini addormentati che di notte erano venuti a loro dal mare (…) L’Oriente li guardava senza emettere suono". Passo quasi complementare all’attracco della barca di Willard nel regno di Kurtz. L’incontro tra Willard e Kurtz avviene in una capanna. Ma la fotografia ad intermittenza, bianco/nero, di Vittorio Storaro, lascia pensare ad una grotta, ad un antro. Luogo deputato della nascita del Mistero dei Misteri, la nascita di Cristo, luogo alchemico, dove avviene la combustione per risalire alla Pietra Filosofale, o come diceva Vitruvio: "Anticamente, come animali selvatici, gli uomini nascevano nelle selve, nelle spelonche e nei boschi". "De Architettura", II. Kurtz abita quella caverna, è il mago. E la morte consapevolmente cercata da Kurtz è l’immolazione del martire, del sacrificio mitraico, con la decapitazione del toro che viene proposta in contemporanea alla morte di Kurtz, coda velenosa e ribelle di un mostro privo di morale. "Incriminare di omicidio qualcuno in questa guerra è come fermare per eccesso di velocità una macchina ad Indianapolis", dice Willard riferendosi alle accuse contro Kurtz. E infine Willard che brandisce la testa di Kurtz è quasi una citazione iconografica del bronzo del Perseo di Benvenuto Cellini, persino la spada orientaleggiante della statua fiorentina è simile a quella che impugna Willard. Sul piano emotivo, il figlio di Coppola, Gian Carlo, appare con il fratello Roman nelle fattezze dei due figli dei coloni in cui si imbatte il drappello di Willard (scena tagliata nella versione del 1979), Gilles de Marais e Francis de Marais, e figura anche nel cast del Padrino Parte II, è Sonny neonato. Gian Carlo è morto nel Maryland nel 1984, il 26 di maggio. A lui Francis Coppola ha dedicato "Jack", nel 1996. Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete! |
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