Anno VI - Numero 20 - Marzo 2001

I film del mese


TRAFFIC

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia:Steven Soderbergh
Sceneggiatura
: Stephen Gaghan
Fotografia
: Peter Andrews
Scenografia
: Philip Messina
Costumi
: Louise Frogley
Musica
: Cliff Martinez
Montaggio
: Stephen Mirrione
Prodotto da
: Edward Zwick, Marshall Herskovitz, Laura Bickford
(USA, 2000)

Durata
: 147’
Distribuzione cinematografica
: Columbia Tristar Films Italia

PERSONAGGI E INTERPRETI

Javier Rodriguez: Benicio Del Toro
Robert Wakefield: Michael Douglas
Helena Ayala: Catherine Zeta-Jones
Arnie Metzger: Dennis Quaid
Barbara Wakefield: Amy Irving
Arturo Salazar: Tomas Milian

Curioso percorso, quello di Steven Soderbergh. Nato ad Atlanta (Georgia) nel 1963, esordisce nel lungometraggio col fortunatissimo "Sesso, bugie e videotape" (1989) che gli fa vincere - a soli ventisei anni - la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Colto da una sorte di "sindrome Citizen Kane", il Nostro s’avvita in un innecessario intellettualismo nel successivo " Delitti e segreti" (1991), dipoi firma due titoli d’assai modesta fattura quali "Piccolo grande Aaron" (1993) e "Torbide ossessioni" (1995): segue un periodo di buio, dov’egli ha con ogni probabilità modo di valutare con attenzione come riprendere il percorso interrotto.
Il poliziesco "Out of sight" (1998), che ne sancisce il ritorno dietro la macchina da presa, è nel segno d’un professionismo impeccabile ed anodino: l’industria gradisce ed il botteghino pure, sicché egli insiste col più originale "L’inglese" (1999) per infine approdare alla doppia candidatura all’Oscar con "Eric Brockovich" e "Traffic". Del primo s’è già ampiamente riferito su queste colonne; resta da dire del secondo, che sin dalla struttura complessa e polifonica denuncia maggiori ambizioni.

Vi s’intrecciano, a farla breve, tre storie: due poliziotti combattono, in Messico, i potentissimi cartelli della droga; la moglie d’un narcotrafficante di La Jolla, dopo l’arresto del marito, gli subentra egregiamente negli affari; infine, il nuovo sovrintendente antidroga del governo Usa si trova a dover fare i conti con una figlia tossicodipendente.
Forte d’una eccellente sceneggiatura di Stephen Gaghan, il film risulta tuttavia più elegante che ispirato: la mise en scéne di Soderbergh - che adotta un look più realistico, "sporcando" la fotografia e mettendo da parte molti degli artifizi invalsi nel cinema commerciale - funziona assai bene nel segmento messicano, di gran lunga il più riuscito. Ma gli stilemi hollywoodiani si riaffacciano negli altri episodi, appesantiti inoltre da discutibili interpretazioni di Michael Douglas e Catherine Zeta-Jones oltre che da qualche concessione di troppo alla maniera (il finale della vicenda americana, con i genitori assisi a sostegno della disintossicanda figliola, suona francamente risibile). In un cast non particolarmente affiatato, spicca la bella prova di Benicio Del Toro e l’impressionante caratterizzazione del generale Salazar fornita da Tomas Milian: una nomination quale miglior attore non protagonista se la sarebbe, onestamente, meritata anche lui.

Francesco Troiano

Speciale Traffic

Soderbergh il redivivo


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