|
|
||
|
Anno VI - Numero 20 - Marzo 2001 |
I film del mese |
|
|
|
||
|
Intervista a Nanni Moretti Come e quando è maturata l'idea di questo film?
Ora che il film esce nelle sale cade il velo di mistero che lo ha circondato, perché tanta segretezza? Non c'è nessun mistero, quando lavoro non mi va di parlare delle mie intenzioni, che potrebbero cambiare. Non è una strategia di marketing, lavoro per anni ad un'idea senza per questo doverla condividere, quando il film è finito allora è diverso, mi fa piacere parlarne. E poi io da spettatore preferisco non sapere nulla del film che sto per andare a vedere quindi cerco anche di preservare il pubblico. Cosa risponde a chi l'accusa di essere troppo lento nel girare?
Come mai un film così diverso dai precedenti, così poco autobiografico, senza alcun riferimento alla società e alla situazione politica? Perché la società e la politica non c'entrano niente, io avevo l'esigenza di raccontare il sentimento del dolore che coinvolge questa famiglia e investe quest'uomo. Quindi anche di Michele Apicella non rimane nulla?
A questo proposito, è per questo che il tuo personaggio ha molto l'idea dell'inesorabilità? Sì, questa è una cosa che mi appartiene molto, anche nei modi un po' ossessivi che ha Giovanni. Giovanni è uno psicanalista, lei crede nella psicanalisi? A volte può aiutare a lenire la sofferenza. Ma nel film sembra che ci sia una sfiducia di fondo nei confronti della psicanalisi, Oscar quando scopre di avere un tumore decide di smettere, come se volesse dire "ora che sto male davvero mi tocca curarmi". Non è proprio così, Giovanni ha molti pazienti, alcuni più gravi altri meno. Per esempio Tommaso sta davvero male e ha un bisogno disperato di lui. E poi Oscar ha davvero un rapporto costruttivo con Giovanni. Anzi ho sottolineato questo rapporto perché risalti maggiormente che Giovanni ha perso completamente la sua capacità di relazionarsi ai pazienti e quindi di lavorare. Come mai Ancona e non Roma? Non ho mai pensato a Roma, volevo una città più piccola, dove la professione dell'analista avesse un ruolo diverso e poi la presenza del mare ha un valore fondamentale. La scelta della musica invece? Mi ricordo quando Piovani ha assistito alla prima proiezione, non sapeva nulla del film, ne abbiamo parlato e lui ha creato la musica. Per le altre canzoni, di solito io scelgo prima i pezzi. "By The River" di Brian Eno, mi sembrava adatto per un regalo al figlio morto, solo dopo mi sono accorto che le parole avevano un qualche collegamento. Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete! |
||