Anno VI - Numero 20 - Marzo 2001

I film del mese


GIRLFIGHT

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Karyn Kusama
Fotografia
: Patrick Cady
Scenografia
: Stephen Beatrice
Costumi
: Marco Cattoretti
Musica
: Luca Mosca
Montaggio
: Plummy Tucker
Prodotto da
: Sarah Green, Martha Griffin, Maggie Renzi
(USA, 2000)

Durata
: 110’
Distribuzione cinematografica
: Keyfilms

PERSONAGGI E INTERPRETI

Diana: Michelle Rodriguez
Hector: Jaime Tirelli
Sandro: Paul Calderon
Adrian: Santiago Douglas
Tiny: Ray Santiago

La vita di Diana, chiusa in un desolante quartiere di Brooklyn, è confusa e disordinata, complicata dal suo carattere spigoloso e indocile. Dopo la morte della madre, le tensioni domestiche si sono aggravate, ed i conflitti scaturiti dal rapporto con il padre l’hanno costretta ad un isolamento cupo ed opprimente. A scuola è scontrosa, solitaria, irascibile anche quando non viene provocata e a casa è emarginata da un capo famiglia che ha riposto ogni speranza nel futuro del figlio maschio. Decisa, a modo suo, ad evadere i logoranti confini del ghetto scopre per caso, pagando le spese del fratello, una spontanea attrazione per il mondo del pugilato ed inizierà, sotto la guida di un esperto ed entusiasta insegnante, ad allenarsi per la propria affermazione, lasciandosi anche coinvolgere da un'intensa e sincera storia d’amore nata sullo stesso ring che la vedrà combattere. 

Nonostante la storia si sviluppi adeguandosi al ripescaggio di trame d’archivio, modellandosi intorno a pochi elementi, ad assiomi di eterno ritorno digeriti dalla prassi, questo piccolo film è un sobrio esempio di come un tema rituale possa rinnovarsi nelle preziose provocazioni della ricerca formale (un principio, per quanto applicato a finalità diverse, accettato anche dalla nouvelle vague). Il male di vivere che eclissa la volontà delle emarginate esistenze di periferia, diventa ispirazione di un arte che si nutre, compatendola, della disgrazia, mostrando con il cinismo di una rara maturità espressiva, i suoi umori dipinti in misurati chiaroscuri. I volti, i primi piani (che da soli consegnano l’opera prima ad attenzioni accademiche) trattenuti in equilibri soffici, in eleganti disposizioni degli sguardi nello spazio dell’inquadratura e nei tempi del montaggio, pervadono tutta la pellicola di un potente, trascinante lirismo. 

Il talento della splendida protagonista, l’efficacia irrinunciabile, irretente dei suoi occhi e del suo silenzio, il dialogo sottile che si genera tra la fisicità degli allenamenti e e l’incertezza della vita intima, di tutti i suoi rapporti dentro e fuori dal ring, sono i modelli che determinano le tappe di questo percorso finalizzato allo sviluppo di una coscienza libera, anche dagli invisibili orrori che la comprimono. Nonostante risalga il profumo di una vita già raccontata, la solitudine della povertà viene espressa con determinazione, rispettando la dignitosa semplicità dei personaggi e delle loro preoccupazioni, dell’incrollabile fiducia in una verità più generosa, in una condizione sociale meno entropica. Un esempio molto attento di come si possa rinnovare un racconto semplice e consumato ricorrendo con cura alla rappresentazione.

Francesco Russo

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Contiene:
• Il film, Regione 1, Ntsc, Closed-captioned, Widescreen, Dolby, HiFi Sound, Surround Sound
• Theatrical trailer(s)
• Commento audio del regista
• Making-Of Featurette
• Full-screen and widescreen anamorphic formats