Anno VI - Numero 20 - Marzo 2001

I film del mese


LE FATE IGNORANTI

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ferzan Ozpetek
Sceneggiatura
: Gianni Romoli, Ferzan Ozpetek
Fotografia
: Pasquale Mari
Scenografia
: Bruno Cesari
Costumi
: Catia Dottori
Musica
: Andrea Guerra
Montaggio
: Patrizio Marone
Prodotto da
: Tilde Corsi, Gianni Romoli
(ITALIA, 2001)

Durata
: 105'
Distribuzione cinematografica
: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Antonia: Margherita Buy
Michele: Stefano Accorsi
Veronica: Erica Blanc
Ernesto: Gabriel Garko
Massimo: Andrea Renzi
Serra: Serra Yilmaz
Emir: Koray Candemir
Mara: Lucrezia Valia
Luisella: Rosaria De Cicco

Fragile. Come un sentimento confuso e irrisolto. Il terzo film di Ferzan Ozpetek svela, ma non lacera. Così come in "Harem Suare", il regista esplora gli spazi dell’anima, gli interstizi dell’intimità, ma il percorso convince solo in parte. Ad esempio, in termini di struttura. Le prime scene non sembrano pregnanti: la narrazione filmica avrebbe potuto tranquillamente iniziare in media res, a dramma già innescato.

Lo sviluppo dei personaggi è contraddittorio. Siamo resi participi del dolore di un’alto-borghese improvvisamente vedova. Peccato che questa stessa donna, la cui riluttanza a lasciarsi facilmente coinvolgere sul piano sentimentale è puntualizzata con ironia dalla madre, s’invaghisca ben presto di un giovane omosessuale, peraltro ex-amante del marito. "Au fond de l’inconnu pour trouver du nouveau" dice Baudelaire nel suo "Voyage", ma in questo caso l’evoluzione della protagonista appare un po’ troppo subitanea e poco credibile. Inoltre, sebbene vada riconosciuto a Ozpetek il merito di aver evitato scene solo superficialmente scandalose, perché far rimpiangere a Michele-Accorsi, sia pure per un istante, una "vita normale" con Antonia? Soprattutto, quando la famiglia allargata di Michele – fatta di gay, trans, profughi coinquilini – è solare, solidale, affettivamente unita. E poi, che cosa è davvero normale?

In ogni caso, alternando vivaci scene corali ad altre più intimiste e sottotono, il film mostra quanto sia riduttivo confinare l’amore entro gli angusti limiti delle proprie tendenze sessuali e come la profondità dei sentimenti si faccia beffe del pregiudizio ottuso. In un testo aperto che non impone alcuna lettura ultima e definitiva, privo di un epilogo irreversibile. Fra gli interpreti, una segnalazione per Erica Blanc e Gabriel Garko, intenso e malinconico in un ruolo secondario che riscatta a sorpresa la sua immagine di ex-modello.

Paola Daniela Orlandini


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