Umberto: Diego
Abatantuono
Leone: Sergio Castellitto
Angelo: Gérard Depardieu
sig.ra Margherita: Anita Zagaria
sig.ra Giuditta: Antonella Attili

Nella
cornice ombrosa del ventennio fascista, in piena campagna razzista e
persecuzioni antisemite, due commercianti di diversa professione
religiosa si trovano a dover condividere lo stretto spazio di un
marciapiede sotto la presenza maestosa del Cupolone. Due uomini d’affari,
due padri di famiglia, due vite non a caso parallele divise dalla
sottile linea della differenza religiosa e di un regime liberticida e
autoritario. Da una parte Umberto, l’italico uomo medio in balia
incosciente delle ferree regole del regime mussoliniano, dall’altra
Leone, ebreo arguto, quasi sfacciato nella sua intraprendenza. Tra di
loro i legami di amicizia e di amore che nascono tra i rispettivi figli
coetanei, ingenui ed estranei protagonisti di un penoso capitolo della
storia d"Italia. Attraverso gli occhi infantili e il racconto in
prima persona di Pietruccio, figlio di Umberto, ci passano davanti gli
anni più bui della dittatura, il condizionamento che le leggi razziali
ebbero sui rapporti sociali, ma anche la capacità di riacquistare una
dignità umana discostandosi dalle idee che apparivano più convenienti
da sposare.
Finale
amaro e realistico per un film che ha dalla sua
un’insolita leggerezza nel trattare un tema in genere
rappresentato drammaticamente, smussato nei suoi angoli più crudeli
proprio dall’inconsapevole freschezza dello sguardo infantile. Un po’
scontato – anche se poi, in fin dei conti, la storia è la storia, e
non la si può cambiare per un film – e retorico nell’espressione di
certi sentimenti umani, Concorrenza sleale indaga il sentire di quella
fetta di popolazione italiana che non è composta né da eroi né da
martiri, ma che a queste due categorie ha fornito terreno fertile.
Quelli che non hanno fatto la storia da protagonisti ma che hanno fatto
in modo che la storia accadesse, quella maggioranza silenziosa e
qualunque ingabbiata negli spazi angusti di una realtà che non aveva
scelto ma che non sapeva combattere.
Perfetta
l’interpretazione e le physique du rôle di Abatantuono, un po’ meno
quella di Castellitto, il cui personaggio si perde qua e là in
comportamenti poco credibili. Scola, come in altri suoi film precedenti
("Una giornata particolare" su tutti), ha la grande capacità
di non asfissiare la storia pur limitandola in uno spazio unico,
riuscendo a trasferire in una sola strada la storia di tutti gli
italiani.