Anno VI - Numero 20 - Marzo 2001

I film del mese


CONCORRENZA SLEALE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ettore Scola
Sceneggiatura
: Ettore Scola, Furio Scarpelli, Silvia Scola, Giacomo Scarpelli
Fotografia
: Franco Di Giacomo
Scenografia
: Luciano Ricceri
Costumi
: Odette Nicoletti
Musica
: Armando Trovajoli
Montaggio
: Raimondo Crociani
Prodotto da
: Franco Committeri
(Italia, 2001)

Durata
: 110'
Distribuzione cinematografica
Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Umberto: Diego Abatantuono
Leone: Sergio Castellitto
Angelo: Gérard Depardieu
sig.ra Margherita: Anita Zagaria
sig.ra Giuditta: Antonella Attili

Nella cornice ombrosa del ventennio fascista, in piena campagna razzista e persecuzioni antisemite, due commercianti di diversa professione religiosa si trovano a dover condividere lo stretto spazio di un marciapiede sotto la presenza maestosa del Cupolone. Due uomini d’affari, due padri di famiglia, due vite non a caso parallele divise dalla sottile linea della differenza religiosa e di un regime liberticida e autoritario. Da una parte Umberto, l’italico uomo medio in balia incosciente delle ferree regole del regime mussoliniano, dall’altra Leone, ebreo arguto, quasi sfacciato nella sua intraprendenza. Tra di loro i legami di amicizia e di amore che nascono tra i rispettivi figli coetanei, ingenui ed estranei protagonisti di un penoso capitolo della storia d"Italia. Attraverso gli occhi infantili e il racconto in prima persona di Pietruccio, figlio di Umberto, ci passano davanti gli anni più bui della dittatura, il condizionamento che le leggi razziali ebbero sui rapporti sociali, ma anche la capacità di riacquistare una dignità umana discostandosi dalle idee che apparivano più convenienti da sposare.

Finale amaro e realistico per un film che ha dalla sua un’insolita leggerezza nel trattare un tema in genere rappresentato drammaticamente, smussato nei suoi angoli più crudeli proprio dall’inconsapevole freschezza dello sguardo infantile. Un po’ scontato – anche se poi, in fin dei conti, la storia è la storia, e non la si può cambiare per un film – e retorico nell’espressione di certi sentimenti umani, Concorrenza sleale indaga il sentire di quella fetta di popolazione italiana che non è composta né da eroi né da martiri, ma che a queste due categorie ha fornito terreno fertile. Quelli che non hanno fatto la storia da protagonisti ma che hanno fatto in modo che la storia accadesse, quella maggioranza silenziosa e qualunque ingabbiata negli spazi angusti di una realtà che non aveva scelto ma che non sapeva combattere. 

Perfetta l’interpretazione e le physique du rôle di Abatantuono, un po’ meno quella di Castellitto, il cui personaggio si perde qua e là in comportamenti poco credibili. Scola, come in altri suoi film precedenti ("Una giornata particolare" su tutti), ha la grande capacità di non asfissiare la storia pur limitandola in uno spazio unico, riuscendo a trasferire in una sola strada la storia di tutti gli italiani.

Fania Petrelli


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