Anno VI - Numero 20 - Marzo 2001

I film del mese


CHOCOLAT

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Lasse Hallstrom
Sceneggiatura
: Robert Nelson Jacobs
Fotografia
: Roger Pratt
Scenografia
: David Gropman
Costumi
: Renee Ehrlich Kalfus
Musica
: Rachel Portman
Montaggio
: Andrew Mondshein
Prodotto da

(USA, 2000)

Durata
: 120'
Distribuzione cinematografica
: Eagle

PERSONAGGI E INTERPRETI

Vianne: Juliette Binoche
Conte De Reynaud: Alfred Molina
Josephine Muscat: Lena Olin
Armande Voizin: Judi Dench
Roux: Johnny Deep
Caroline Clairmont: Carrie-Ann Moss
Anouk: Victoire Thivisiol

Sul piccolo villaggio di Lansquenet soffia il fortissimo vento del Nord. La chiesetta è gremita: tutti gli sguardi sono concentrati sul pulpito, non un respiro, non un sussurro di troppo. Vianne Rocher e la sua Anouk sono appena arrivate. Si stringono nei mantelli rossi per difendersi dal freddo. Il villaggio è deserto. Solo la vecchia Armande non è in Chiesa. Vianne è venuta per rilevare il suo locale e trasformarlo in un paradiso delle meraviglie: una cioccolateria in stile maya. Armande diventerà la sua più affezionata cliente e uno dei suoi pochi sostenitori, perché nonostante l'apparente tranquillità il villaggio riserberà alla nuova arrivata non poche sorprese.

"Mi hanno detto che la cioccolata non è una questione morale".
In questa commedia agrodolce, permeata di sensualità, la cioccolata è una questione esistenziale. Emblema della tentazione, metafora del potere liberatorio del piacere, sublime simbolo dell'appagamento, si arricchisce anche di implicazioni sociali.
La figura di Vianne, accattivante, morbida, sinuosa, ha le stesse caratteristiche della cioccolata che vende: stravolge la vita tranquilla di un villaggio intrappolato nella rigida morale e nel senso della tradizione che il rigido Conte di Reynaud, ha imposto a tutti gli abitanti. "Chocolat" è la storia di un conflitto tra una donna che arriva portata dal vento ed un uomo che vive chiudendo porte e finestre per tenere quel vento lontano.

Una ricetta riesce quando gli ingredienti sono perfettamente dosati: commedia, mistero, solitudine, ironia. E' la tecnica di Hallstrom ("Buon compleanno Mr. Grape", "Le regole della casa del sidro"), quella di celebrare i modi eccentrici e meravigliosamente imprevedibili delle persone: l'umorismo che si lega al personaggio odioso di Reynaud (Alfred Molina) è dovuto alla sua più assoluta mancanza di senso dell'umorismo. La tragicità della vita di Josephine (Lena Olin), alla grottesca comicità da cui scaturisce. Poche le modifiche rispetto al romanzo di Joanne Harris da cui il film è tratto, solo una significativa: la figura del prete che impersonava l'intolleranza e il pregiudizio è sostituita da quella del Conte, che vive la trasformazione più profonda e radicale. Il film ha il dono della leggerezza e della semplicità. E' garbato, passionale, ruffiano in modo intelligente. E molto divertente.

Elisabetta Marino


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