: Eagle
PERSONAGGI E INTERPRETI
Vianne: Juliette Binoche
Conte De Reynaud: Alfred Molina
Josephine Muscat: Lena Olin
Armande Voizin: Judi Dench
Roux: Johnny Deep
Caroline Clairmont: Carrie-Ann Moss
Anouk: Victoire Thivisiol



Sul
piccolo villaggio di Lansquenet soffia il fortissimo vento del Nord. La
chiesetta è gremita: tutti gli sguardi sono concentrati sul pulpito,
non un respiro, non un sussurro di troppo. Vianne Rocher e la sua Anouk
sono appena arrivate. Si stringono nei mantelli rossi per difendersi dal
freddo. Il villaggio è deserto. Solo la vecchia Armande non è in
Chiesa. Vianne è venuta per rilevare il suo locale e trasformarlo in un
paradiso delle meraviglie: una cioccolateria in stile maya. Armande
diventerà la sua più affezionata cliente e uno dei suoi pochi
sostenitori, perché nonostante l'apparente tranquillità il villaggio
riserberà alla nuova arrivata non poche sorprese.
"Mi
hanno detto che la cioccolata non è una questione morale".
In questa commedia agrodolce, permeata di sensualità, la cioccolata è
una questione esistenziale. Emblema della tentazione, metafora del
potere liberatorio del piacere, sublime simbolo dell'appagamento, si
arricchisce anche di implicazioni sociali.
La figura di Vianne, accattivante, morbida, sinuosa, ha le stesse
caratteristiche della cioccolata che vende: stravolge la vita tranquilla
di un villaggio intrappolato nella rigida morale e nel senso della
tradizione che il rigido Conte di Reynaud, ha imposto a tutti gli
abitanti. "Chocolat" è la storia di un conflitto tra una
donna che arriva portata dal vento ed un uomo che vive chiudendo porte e
finestre per tenere quel vento lontano.
Una
ricetta riesce quando gli ingredienti sono perfettamente dosati:
commedia, mistero, solitudine, ironia. E' la tecnica di Hallstrom
("Buon compleanno Mr. Grape", "Le regole della casa del
sidro"), quella di celebrare i modi eccentrici e meravigliosamente
imprevedibili delle persone: l'umorismo che si lega al personaggio
odioso di Reynaud (Alfred Molina) è dovuto alla sua più assoluta
mancanza di senso dell'umorismo. La tragicità della vita di Josephine
(Lena Olin), alla grottesca comicità da cui scaturisce. Poche le
modifiche rispetto al romanzo di Joanne Harris da cui il film è tratto,
solo una significativa: la figura del prete che impersonava
l'intolleranza e il pregiudizio è sostituita da quella del Conte, che
vive la trasformazione più profonda e radicale. Il
film ha il dono della leggerezza e della semplicità. E' garbato,
passionale, ruffiano in modo intelligente. E molto divertente.