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CARUSO, ZERO IN CONDOTTA
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Francesco Nuti
Sceneggiatura: Carla Giulia Casalini,
Ugo Chiti, Francesco Nuti
Fotografia: Tani Canevari
Scenografia: Virginia Vianello
Costumi: Innocenza Coiro
Musica: Giovanni Nuti, Riccardo
Galardini
Montaggio: Ugo De Rossi
Prodotto da: Andrea Girombelli,
Massimo Roviglioni, Francesco Nuti
(Italia, 2001)
Durata: 91’
Distribuzione cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Lorenzo Caruso: Francesco Nuti
Olga: Cecilia Dazzi
Giulia: Giulia Serafini
Apamato Cafua Mary: Elisabetta lohandjola
Diego: Lorenzo De Angelis
Capitano: Massimo Salvianti
Preside: Antonio Petrocelli
Magistrato: Mario Patanè
Suora: Platinette
Remo Remotti Stefano

Lorenzo
Caruso è uno psicanalista in una piccola città di provincia. Tutto
sembra procedere tranquillamente nella sua vita, forse troppo
tranquillamente, finché un giorno il Preside della scuola di Giulia,
sua unica figlia, ed unico componente della sua famiglia, lo invita ad
un colloquio. Giulia fa parte di una baby gang, ruba per il piacere di
farlo insieme ad un piccolo gruppo di amici. Da quel momento Lorenzo,
tra un assalto da parte della sua ex amante e una seduta psicanalitica
con una suora che vuole diventare papa, inizia a spiare la figlia, la
segue, le controlla lo zaino. Tenta in qualche modo un approccio
amichevole, ma niente serve ad avvicinarlo a Giulia, e poi lui è un
padre solo, senza una moglie, forse una moglie che avrebbe potuto avere,
e che non ha voluto mettendo avanti la figlia come scusa. Completamente
incapace di gestire la situazione, di fronte alla disperazione di
Giulia, coinvolta in una sparatoria causata dal suo ragazzo, la difende
auto accusandosi di possesso illegale di arma da fuoco. Per questo
finirà in prigione ma solo il tempo di qualche scena, perché si sa, in
un film comico al protagonista non può mai capitare niente di
spiacevole. Con Giulia, redenta ed affettuosa, Caruso si avvia verso un
futuro di cui nulla si sa e di cui forse è meglio non sapere.
Ancora
uno psicanalista per Nuti. Vedovo, di una moglie che sembrerebbe non
essere mai esistita, Caruso è un padre normale senza troppi difetti,
con una bella casa, una tipica tata tutto fare, africana, saggia e
canterina, una ancora più tipica ex amante da psicanalisi e sesso, una
sequela di ricordi dal passato, con tanto di bambino dall'accento
toscano che non ci risparmia il luogo comune dell'infanzia perduta e da
recuperare. Non manca davvero nulla in questo film comico dalla pretesa
sociologico familiare, se non la vecchia comicità di Nuti, che asciuga
fino a ridurli ai minimi termini i modi soliti dei suoi personaggi e le
tirate di spirito che qui davvero mancano. E se lo scopo era affrontare
le paure dei genitori, la loro mancanza di conoscenza e di dialogo con i
propri figli in modo divertente e giocoso, Nuti
dimostra davvero poco coraggio, il film non diverte a sufficienza,
non fa riflettere nemmeno per un istante, non è credibile e non
convince. Eppure Nuti si lamenta di essere condannato dal suo ruolo
comico "Io nei miei film non posso mai morire", ha
dichiarato, ma il pubblico, lungi dal chiedergli una scelta così
estrema, pretenderebbe almeno un minimo di impegno.
Danila
Filippone
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