Anno VI - Numero 20 - Marzo 2001

I film del mese


CARUSO, ZERO IN CONDOTTA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia:Francesco Nuti
Sceneggiatura
: Carla Giulia Casalini, Ugo Chiti, Francesco Nuti
Fotografia
: Tani Canevari
Scenografia
: Virginia Vianello
Costumi
: Innocenza Coiro
Musica
: Giovanni Nuti, Riccardo Galardini
Montaggio
: Ugo De Rossi
Prodotto da
: Andrea Girombelli, Massimo Roviglioni, Francesco Nuti
(Italia, 2001)

Durata
: 91’
Distribuzione cinematografica
: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Lorenzo Caruso: Francesco Nuti 
Olga: Cecilia Dazzi 
Giulia: Giulia Serafini 
Apamato Cafua Mary: Elisabetta lohandjola
Diego: Lorenzo De Angelis
Capitano: Massimo Salvianti
Preside: Antonio Petrocelli
Magistrato: Mario Patanè
Suora: Platinette
Remo Remotti Stefano

Lorenzo Caruso è uno psicanalista in una piccola città di provincia. Tutto sembra procedere tranquillamente nella sua vita, forse troppo tranquillamente, finché un giorno il Preside della scuola di Giulia, sua unica figlia, ed unico componente della sua famiglia, lo invita ad un colloquio. Giulia fa parte di una baby gang, ruba per il piacere di farlo insieme ad un piccolo gruppo di amici. Da quel momento Lorenzo, tra un assalto da parte della sua ex amante e una seduta psicanalitica con una suora che vuole diventare papa, inizia a spiare la figlia, la segue, le controlla lo zaino. Tenta in qualche modo un approccio amichevole, ma niente serve ad avvicinarlo a Giulia, e poi lui è un padre solo, senza una moglie, forse una moglie che avrebbe potuto avere, e che non ha voluto mettendo avanti la figlia come scusa. Completamente incapace di gestire la situazione, di fronte alla disperazione di Giulia, coinvolta in una sparatoria causata dal suo ragazzo, la difende auto accusandosi di possesso illegale di arma da fuoco. Per questo finirà in prigione ma solo il tempo di qualche scena, perché si sa, in un film comico al protagonista non può mai capitare niente di spiacevole. Con Giulia, redenta ed affettuosa, Caruso si avvia verso un futuro di cui nulla si sa e di cui forse è meglio non sapere.

Ancora uno psicanalista per Nuti. Vedovo, di una moglie che sembrerebbe non essere mai esistita, Caruso è un padre normale senza troppi difetti, con una bella casa, una tipica tata tutto fare, africana, saggia e canterina, una ancora più tipica ex amante da psicanalisi e sesso, una sequela di ricordi dal passato, con tanto di bambino dall'accento toscano che non ci risparmia il luogo comune dell'infanzia perduta e da recuperare. Non manca davvero nulla in questo film comico dalla pretesa sociologico familiare, se non la vecchia comicità di Nuti, che asciuga fino a ridurli ai minimi termini i modi soliti dei suoi personaggi e le tirate di spirito che qui davvero mancano. E se lo scopo era affrontare le paure dei genitori, la loro mancanza di conoscenza e di dialogo con i propri figli in modo divertente e giocoso, Nuti dimostra davvero poco coraggio, il film non diverte a sufficienza, non fa riflettere nemmeno per un istante, non è credibile e non convince. Eppure Nuti si lamenta di essere condannato dal suo ruolo comico "Io nei miei film non posso mai morire", ha dichiarato, ma il pubblico, lungi dal chiedergli una scelta così estrema, pretenderebbe almeno un minimo di impegno.

Danila Filippone


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