Anno VI - Numero 20 - Marzo 2001

I film del mese


BILLY ELLIOT

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia:Stephen Daldry
Sceneggiatura:
Lee Hall
Fotografia:
Brian Tufano
Scenografia:
Maria Djurkovic
Costumi:
Stewart Meachem
Montaggio:
John Wilson
Prodotto da:
Joe Finn, Greg Brenman
(GB, 2000)

Durata
: 100'
Distribuzione cinematografica
: Uip

PERSONAGGI E INTERPRETI

Mrs.Wilkinson: Julie Walters
Billy: Jamie Bell
Tony: Jamie Driven
Padre: Gary Lewis
Nonna: Jean Heywood
Michael: Stuart Wells

Presentata allo scorsa edizione del Festival di Cannes nella sezione "Quinzaine des Réalisateurs" col titolo "Dancer", quest’operina britannica ottenne dal pubblico una vera e propria ovazione: più tiepida l’accoglienza della critica, il che non le ha tuttavia impedito di trovar la strada per una distribuzione internazionale. In "Billy Elliot" (così ora s’intitola), lungometraggio d’esordio d’un uomo di teatro che si è affermato al Royal Court, si narra la storia d’un ragazzino dotato di un innato talento per il ballo: nato in una famiglia di minatori dell’Inghilterra del nord drammaticamente coinvolta negli scioperi del 1984, egli sconta la difficoltà d’un ambiente diffidente - se non apertamente ostile - verso un siffatto genere di vocazione. Nella bisogna, trova un prezioso alleato nella signora Wilkinson, la sua ispida ed al fondo materna insegnante di danza che lo difende di fronte alla rabbiosa incredulità del padre e del fratello: dopo scontri ed incomprensioni, la vicenda si avvierà verso un prevedibile - ed un poco manierato - lieto fine. 

Impregnato sino al midollo d’un certo spirito british - quello che, nel corso degli anni Novanta, diede la stura a pellicole quali "Full Monthy" o "Grazie, signora Thatcher" - che pareva esser alquanto evaporato nelle ultime stagioni, "Billy Elliot" è più convincente nelle parti collettive (le sequenze degli scontri con i lavoratori sono d’una verità lucida e straziante) che in quelle dov’è il privato a dominare (certe pagine di "family life" sanno di deja vu, per non dir di stantio): fanno eccezione le scene danzate, valga per tutte quella dell’incipit, dove la straordinaria fisicità del giovane protagonista Jamie Bell s’impone con ogni evidenza. Complessivamente godibile per due terzi del metraggio, la pellicola perde colpi e credibilità in una parte conclusiva di sfilacciato buonismo, nella quale par di assistere ad una versione aggiornata di "Flashdance" concepita per un pubblico adulto e progressista.

Francesco Troiano

Il sito ufficiale del film


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)