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PERSONAGGI E INTERPRETI
Mrs.Wilkinson: Julie Walters
Billy: Jamie Bell
Tony: Jamie Driven
Padre: Gary Lewis
Nonna: Jean Heywood
Michael: Stuart Wells


Presentata
allo scorsa edizione del Festival di Cannes nella sezione "Quinzaine
des Réalisateurs" col titolo "Dancer", quest’operina
britannica ottenne dal pubblico una vera e propria ovazione: più
tiepida l’accoglienza della critica, il che non le ha tuttavia
impedito di trovar la strada per una distribuzione internazionale. In
"Billy Elliot" (così ora s’intitola), lungometraggio d’esordio
d’un uomo di teatro che si è affermato al Royal Court, si narra la
storia d’un ragazzino dotato di un innato talento per il ballo: nato
in una famiglia di minatori dell’Inghilterra del nord drammaticamente
coinvolta negli scioperi del 1984, egli sconta la difficoltà d’un
ambiente diffidente - se non apertamente ostile - verso un siffatto
genere di vocazione. Nella bisogna, trova un prezioso alleato nella
signora Wilkinson, la sua ispida ed al fondo materna insegnante di danza
che lo difende di fronte alla rabbiosa incredulità del padre e del
fratello: dopo scontri ed incomprensioni, la vicenda si avvierà verso
un prevedibile - ed un poco manierato - lieto fine.
Impregnato
sino al midollo d’un certo spirito british - quello che,
nel corso degli anni Novanta, diede la stura a pellicole quali
"Full Monthy" o "Grazie, signora Thatcher" - che
pareva esser alquanto evaporato nelle ultime stagioni, "Billy
Elliot" è più convincente nelle parti collettive (le sequenze
degli scontri con i lavoratori sono d’una verità lucida e straziante)
che in quelle dov’è il privato a dominare (certe pagine di
"family life" sanno di deja vu, per non dir di stantio): fanno
eccezione le scene danzate, valga per tutte quella dell’incipit, dove
la straordinaria fisicità del giovane protagonista Jamie
Bell s’impone con ogni evidenza. Complessivamente godibile per
due terzi del metraggio, la pellicola perde
colpi e credibilità in una parte conclusiva di sfilacciato buonismo,
nella quale par di assistere ad una versione aggiornata di "Flashdance"
concepita per un pubblico adulto e progressista.