Anno VI - Numero 22 - Maggio 2001

I film del mese


I NOSTRI ANNI

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaDaniele Gaglianone
Sceneggiatura
Daniele Gaglianone Giaime Alonge
Fotografia
Gherardo Gossi
Scenografia
Valentina Ferroni
Costumi
Marina Roberti
Musica
Massimo Miride, Giuseppe Napoli, Monica Affatato, Daniele Gaglianone
Montaggio
Luca Gasparini
Prodotto da
Gianluca Arcopinto
(Italia, 2001)

Durata
90'
Distribuzione cinematografica
Pablo

PERSONAGGI E INTERPRETI

Alberto: Virgilio Biei
Natalino: Piero Franzo
Umberto Passoni: Giuseppe Boccalatte
Alberto giovane: Massimo Miride
Natalino giovane: Enrico Saletti
Silurino: Luigi Salerno
Umberto Passoni giovane: Diego Canteri
partigiani feriti: Luciano D’Onofrio, Stefano Ferrero, Carlo Cagnasso

In un presente nel quale si incagliano brevi schegge di un passato di guerra, Alberto e Natalino, ormai anziani, conducono due vite molto differenti. Alberto passa l’estate in un ospizio, mentre Natalino si è da tempo rifugiato sui monti lontano da tutto. Un giorno il passato riaffiora con prepotenza nelle loro vite. Alberto, intrecciata un’affettuosa amicizia con un anziano signore costretto su una sedia rotelle, fa una scoperta sconvolgente: l’uomo è Umberto Passoni, l’ufficiale delle brigate nere, che durante la guerra massacrò brutalmente i suoi compagni partigiani. Tra le crude immagini di morte che ritornano alla memoria, il desiderio, mai sopito, di vendetta, prende il sopravvento. Eppure non è più tempo di odiare ora che il presente sembra aver cancellato la guerra e tutto il resto.

Il film di Gaglianone, scelto per la Quinzaine des Realisateurs del Festival di Cannes, soffre di una strana crisi di identità. Seppure la pellicola sia girata e montata con grande mestiere, in un bianco e nero un po' troppo studiato, l'effetto inesorabile è una freddezza che si accorda male con l’argomento della resistenza. In un complicato andirivieni di immagini presenti e passate, i due protagonisti sembrano passare da una mesta e lucida agonia del presente ad una vendetta in stile "Thelma e Louise". Manca del tutto il senso dolce di profonda fratellanza che caratterizza le pagine più belle della nostra letteratura sulla resistenza. L’atmosfera risente di un manierismo ossessivo, che sembra più voler colpire con immagini forti che evocare stati d’animo. Non si capisce poi il curioso serpeggiare di un umorismo completamente fuori luogo che balza qua e là dalle pieghe della trama e che sul finale si fa fin troppo facile, banalizzando un problema importante come quello della memoria storica.

Danila Filippone


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)