: Cecchi
Gori Group
PERSONAGGI E INTERPRETI
Vassili: Jude Law
Danilov: Joseph Fiennes
Tania: Rachel Weisz
Kruschev: Bob Hoskins
Konig: Ed Harris
Koulikov: Ron Perlman
Sacha: Gabriel Marshall-Thomson
Mother Filipov: Eva Mattes
General Von Paulus: Mathias Habich


Stalingrado,
1942-43. Mentre le truppe sovietiche a stento resistono all’avanzata
tedesca e il mondo attende gli esiti della battaglia di Stalingrado,
l'ufficiale russo Danilov, abile scrittore più che scaltro soldato, per
risollevare il morale delle truppe, scrive le gesta del cecchino Vassili
Zaitsev. Il giovane Vassili si conquista incredibile e leggendaria fama
tanto da costringere il nemico ad inviare il miglior tiratore scelto: il
maggiore Konig. Sullo sfondo di una città in macerie, due uomini si
affrontano ingaggiando una vera e propria guerra personale.
L’ultimo
film di Jean Jaques Annaud non delude le aspettative spettacolari con un’apertura
degna del regista. La memorabile scena iniziale di una battaglia
sanguinosa e distruttiva regge dignitosamente l’immancabile debito con
il Salvate il Soldato Ryan di Steven Spielberg. Su questa scenografia di
grande impatto visivo, si staglia la storia vera di un giovane pastore,
che divenne famoso per il suo coraggio e per la propaganda sovietica. Jude
Law ed Ed Harris si affrontano a
colpi di fucile in un’atmosfera di continua attesa, che tiene lo
spettatore in piacevole tensione.
Il
film affascina per un certo rapporto eroico e un po’ mistico del
giovane Vassili con l’arte di sparare, ma soprattutto per il sottile
gioco tra i due cecchini, che richiama in modo inequivocabile l’atmosfera
de i Duellanti di Ridley Scott. Ed Harris è perfetto nel
ruolo del maggiore Konig, gelido tedesco dal fascino perverso e
malefico, che a tratti sembra avere un cuore e che invece bandisce ogni
traccia di umanità con la ferocia dimostrata nell’epilogo. Eppure il
film si perde in un finale incredibilmente sciatto, che vira d’improvviso
al melò, gettando i personaggi in una strana schizofrenia, con
comportamenti che sfiorano il ridicolo. Primo fra tutti il povero Joseph
Fiennes in bilico tra un eroe votato agli ideali patri e uno Jago in
versione buonista.