: UIP
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jerry: Brad Pitt
Samantha: Julia Roberts
Leroy: James Gandolfini
Ted: J.K. Simmons
Nayman: Bob Balaban


La
vita di Jerry, uno scippatore di mezza tacca, è alle corde: deve, per
la sua salvezza, recuperare un oggetto, una leggendaria e preziosa
pistola al centro delle attenzioni sia del suo boss, che di molti altri
spietati pretendenti e, allo stesso tempo, risolvere i conflitti del suo
rapporto con Samantha, testarda e intransigente compagna che minaccia di
abbandonarlo se dovesse partire ancora. Determinato a restare in vita,
Jerry decide di affrontare quest’ultimo incarico, rimanendo incastrato
in una sequela di imprevedibili circostanze per cui il viaggio subirà
incredibili ritocchi, mentre la sua ragazza verrà tenuta in ostaggio
come garanzia in caso di ulteriori complicazioni. Le storie dei due
personaggi, allora, si spostano parallelamente: Samantha, assistita
dalla sua esuberanza, stringe una solida amicizia con il suo stesso
rapitore, mentre Jerry, come un pesce fuor d’acqua, rimbalza da una
disgrazia all’altra, tormentato da una serie di occasionali e
grotteschi individui. Tutta la vicenda, poi, sarà attraversata dai
contrastanti racconti concentrati sul destino della disgraziata pistola,
fonte di sventura per chiunque l’abbia, anche solo per un momento,
posseduta.
Gore
Verbinski, dopo "Un topolino sotto sfratto", dirige un
film dinamico, saturato da una prolificazione mitotica di eventi casuali,
spesso disarmonici e, forse per questo, privi di particolari sfumature.
Costruito su un diabolico assunto per cui, nella vita, le conseguenze di
qualsiasi scelta siano prevedibili come la risposta attesa dal lancio di
una moneta, questo lavoro nasconde, nel dono della lucidità, momenti di
buon cinema dovuti soprattutto al ruolo goliardico e ispirato dei suoi
attori, trattenuti e integrati in un sistema caotico. Brad
Pitt, illuminato dalla scoperta di un inatteso talento comico, e
l’umanità goffa e improvvisata del sicario interpretato da James
Gandolfini sono, indubbiamente, elementi di risonanza in un
lavoro guastato da un esubero di artifici.
Nonostante
la sua forza stilistica sia, nel complesso, più nelle intenzioni che
nel successo dei risultati, ha ad ogni modo le caratteristiche germinali
di un buon road-movie, che trattengono il suo carattere licenzioso e
privo di punti di riferimento, aperto ad incalcolabili e vaghe soluzioni
come lo sguardo compromesso da uno spazio senza orizzonte. La sua regia
frenetica invece, dominata da rapidi primi piani, dolly e fuoricampo
montati con un palese cinismo e senza troppa eleganza, è castrata da un’inopportuna
ansia di manierismo che oggi sembra affliggere molti giovani registi. Un
film gradevole, spensierato, ma certamente distante dall’immortalità.