IL MESTIERE DELLE ARMI
CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura
e Regia
: Ermanno Olmi
Fotografia:
Fabio Olmi
Scenografia: Luigi Silvio Marchione
Costumi: Francesca Sartori
Musica: Fabio Vacchi
Montaggio: Paolo Cottignola
Prodotto da: Alessandro Calosci
(ITALIA, 2001)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: Mikado
PERSONAGGI E INTERPRETI
Joanni de Medici: Hristo Zivkov
Federico Gonzaga: Sergio Grammatico
Maria de Medici: Dessy Tenekedjieva
Nobildonna: Sandra Ceccarelli




Il
Maestro è tornato. Con il sobrio rigore, l’austera essenzialità, l’elegante
misura che gli appartengono. E che si traducono in scelte espressive
senza compromessi. In un film storico e intimista al tempo stesso, Olmi
non mira banalmente a celebrare attraverso l’azione gesta
spettacolari, ma a cogliere – come di consueto – la profonda
dignità del quotidiano. Perché all’epoca di Giovanni dalle Bande
Nere, cavaliere della nobile arte della guerra assoldato da papa
Clemente VII contro i lanzichenecchi di Carlo V, combattere è un lavoro
come gli altri, una vocazione rispettabilissima. Ma il Fato incombe,
tanto nelle grandi tragedie classiche quanto nella vita di tutti i
giorni. Un Duca d’Este si lascia allettare dalle proficue offerte di
un Imperatore e gli fornisce quattro "falconetti" da
bombardamento che cambieranno il corso della storia. La dura tempra del
metallo è piegata dalla subdola polvere da sparo. I valori si
sgretolano sotto la spinta dell’innovazione. Così la morte può
cogliere di sorpresa un Eroe, senza però affrontarlo in un duello ad
armi pari, senza guardarlo negli occhi mentre gli ruba la vita.
Morte,
vita, destino: finalmente il cinema esce dagli angusti limiti del
narcisismo biografico-autoreferenziale, dei piccoli conformismi del
presente, del minimalismo culturale per confrontarsi con i grandi temi
universali. L’obiettivo della cinepresa, supportata da una splendida
fotografia, si dilata verso riflessioni senza tempo e senza confini.
Olmi ricorre ad arcaismi linguistici che non sono mai un inutile
virtuosismo d’autore, ma l’emergere di emozioni autentiche. Si
avvale di una musica struggente, perfetto contrappunto al montaggio.
Alterna i lunghi silenzi alla voce fuori campo. E rifugge dalle immagini
tradizionali del personaggio storico, spesso dipinto come un uomo
crudele e sanguinario, per offrirne un ritratto a tutto tondo,
veritiero, umano.
Paola Daniela
Orlandini