|
INTIMACY
- INTIMITA'
(INTIMACY)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia : Patrice Chèreau
Sceneggiatura: AnneLouise
Trividic, Patrice Chèreau
Fotografia: Eric Gautier
Scenografia: Hayden Griffin
Costumi: Caroline De Vivaise
Musica: Eric Neveux
Montaggio: Francois Gedigièr
Prodotto da: Charles Gassot
(UK, 2001)
Durata: 120'
Distribuzione cinematografica: Mikado
Film
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jay: Mark Rylance
Claire: Kerry Fox
Andy: Timothy Spall
Victor: Alastair Galbraith
Ian: Philippe Calvario
Betty: Marianne Faithfull
Moglie di Jay: Susannah Harker
Ragazza nello squat: Rebecca Palmer

Nel grigio di una Londra
multietnica e popolare un uomo e una donna si incontrano ogni mercoledì
solo per sesso. Non parlano, non si chiedono nulla. Lei, Claire, entra
nell’appartamento squallido di Jay, si spoglia e fanno l’amore.
Nessuno dei due sa niente dell’altro, nessuno sa se si rivedranno,
eppure un incontro improvviso per la strada spinge Jay a seguire l’amante
per scoprirne i segreti e la vita di tutti i giorni. Claire ha un marito
ottuso ed un figlio. L’equilibrio si rompe, il sesso si trasforma
inevitabilmente in qualcosa di più complicato.
Il
primo film inglese di Patrice Chèreau ha
fatto scandalo a Berlino per le esplicite scene di sesso, eppure si è
aggiudicato l’orso d’Oro. In effetti in totale lo spettatore è
costretto a sorbirsi ben trenta minuti di noiosi amplessi, consumati
senza neanche una battuta di introduzione. E se la pellicola è stata
definita "Ultimo tango a Londra", tutto
il fascino misterioso e proibito di una relazione passionale si perde
nei meandri di una sceneggiatura sconclusionata ed assurda,
fatta di dialoghi lunghi, contorti e irritanti. I protagonisti sembrano
affetti da una strana schizofrenia e mentre Jay segue Clair che segue
Jay, il marito di Clair si bea di dare consigli all’amante della
moglie davanti ad uno sventurato quanto catatonico figlio, che ogni due
minuti deve ascoltare le prodezze erotiche di tutta la famiglia e
dintorni. Non basti l’allegro trio, fanno da contorno un gay di
passaggio, un drogato dalla funzione non meglio identificata e l’immancabile
amica svampita e pseudo saggia. Il tutto condito da una buona dose di
psicologismo spicciolo, da qualche riferimento teatrale colto, Clair
mette in scena "Lo zoo di vetro" di Williams, e da una Londra
che mostra il suo aspetto più squallido e grigio.
Danila
Filippone
Acquista
i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com,
il più fornito negozio interattivo della rete!
|