: Keyfilms
PERSONAGGI E INTERPRETI
Michel: Laurent Lucas
Harry: Sergi Lopez
Claire: Mathilde Seigner
Plum: Sophie Guillemin


Incassi
da capogiro ai botteghini francesi, quattro premi César di cui uno per
la Miglior Regia e uno per il Migliore Attore (Sergi Lopez), applausi ed
entusiasmo al Festival di Cannes. Non male per un secondo
lungometraggio. Il primo, "Intimité", è del 1993. Anche lì
c'era un personaggio che in qualche modo interferiva con la vita di una
coppia. Ma l'atmosfera era ben diversa.
Qui
l'intruso è Harry, un vecchio compagno di liceo di Michel, una figura
ambigua e indiscreta che si insinua subdolamente nella routine di una
famiglia come tante. Michel e Claire con la loro vivace prole al seguito
stanno raggiungendo la casa di campagna per le vacanze. Il caldo è
insopportabile, la macchina in pessime condizioni, le bambine
particolarmente scatenate. Nel bagno di un'area di servizio Michel
incontra Harry, di cui non si ricorda affatto, che si autoinvita a casa
sua insieme alla sua prorompente ragazza. Stordito dalla stanchezza e
dal caldo Michel non si oppone e, senza saperlo, si ritrova a vivere il
periodo più tragico ed assurdo della sua esistenza.
Black
comedy, thriller, thriller psicologico. La gamma tra cui
scegliere è vasta. Si ride, è vero, soprattutto all'inizio. Poi cresce
la suspence e l'attenzione viene catturata. Fino al precipitare delle
cose. Dal quel momento ogni presunta tensione cessa di esistere. Tutto
diventa prevedibile e il grottesco, l'assurdo, il surreale non fanno
ridere più. Harry poteva essere un deus ex machina straordinario, folle
e paradossale, capace di risolvere ogni situazione con un sorriso (e un
omicidio). Ma il suo ruolo viene quasi subito snaturato. La prova di
Lopez ("Una relazione privata"), è comunque di grande
rilievo, come quella del resto del cast: i personaggi sono tutti
diversi, caratterizzati da un spessore psicologico proprio, pur
muovendosi e comportandosi in maniera naïf, come se avessero ancora
tutto da imparare. E notevole è anche l'uso della colonna sonora che si
avvale dell'esperienza di David Whitaker,
specializzato in film dell'orrore. Ma la tensione aumenta solo con
l'attesa, con l'accenno di pochi particolari, con la supposizione.
L'impianto generale, che non nasconde una profonda passione
hitchcockiana ("Delitto per delitto" ad esempio), non segue
sempre questa regola e non riesce ad andare troppo lontano.