Anno VI - Numero 22 - Maggio 2001

I film del mese


HARRY UN AMICO VERO
(HARRY, UN AMI QUI VOUS VEUT DU BIEN)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Dominik Moll
Sceneggiatura
: Dominik Moll, Gilles Marchand
Fotografia
: Matthieu Poirot-Delphech
Scenografia
: Michel Barthélémy
Costumi
: Virginie Montel
Musica
: David Sinclair Whitaker
Montaggio
: Yannick Kergoat
Prodotto da
: Michel Saint-Jean
(Francia, 2000)

Durata
: 117'
Distribuzione cinematografica
: Keyfilms

PERSONAGGI E INTERPRETI

Michel: Laurent Lucas
Harry: Sergi Lopez
Claire: Mathilde Seigner
Plum: Sophie Guillemin

Incassi da capogiro ai botteghini francesi, quattro premi César di cui uno per la Miglior Regia e uno per il Migliore Attore (Sergi Lopez), applausi ed entusiasmo al Festival di Cannes. Non male per un secondo lungometraggio. Il primo, "Intimité", è del 1993. Anche lì c'era un personaggio che in qualche modo interferiva con la vita di una coppia. Ma l'atmosfera era ben diversa.

Qui l'intruso è Harry, un vecchio compagno di liceo di Michel, una figura ambigua e indiscreta che si insinua subdolamente nella routine di una famiglia come tante. Michel e Claire con la loro vivace prole al seguito stanno raggiungendo la casa di campagna per le vacanze. Il caldo è insopportabile, la macchina in pessime condizioni, le bambine particolarmente scatenate. Nel bagno di un'area di servizio Michel incontra Harry, di cui non si ricorda affatto, che si autoinvita a casa sua insieme alla sua prorompente ragazza. Stordito dalla stanchezza e dal caldo Michel non si oppone e, senza saperlo, si ritrova a vivere il periodo più tragico ed assurdo della sua esistenza.

Black comedy, thriller, thriller psicologico. La gamma tra cui scegliere è vasta. Si ride, è vero, soprattutto all'inizio. Poi cresce la suspence e l'attenzione viene catturata. Fino al precipitare delle cose. Dal quel momento ogni presunta tensione cessa di esistere. Tutto diventa prevedibile e il grottesco, l'assurdo, il surreale non fanno ridere più. Harry poteva essere un deus ex machina straordinario, folle e paradossale, capace di risolvere ogni situazione con un sorriso (e un omicidio). Ma il suo ruolo viene quasi subito snaturato. La prova di Lopez ("Una relazione privata"), è comunque di grande rilievo, come quella del resto del cast: i personaggi sono tutti diversi, caratterizzati da un spessore psicologico proprio, pur muovendosi e comportandosi in maniera naïf, come se avessero ancora tutto da imparare. E notevole è anche l'uso della colonna sonora che si avvale dell'esperienza di David Whitaker, specializzato in film dell'orrore. Ma la tensione aumenta solo con l'attesa, con l'accenno di pochi particolari, con la supposizione. L'impianto generale, che non nasconde una profonda passione hitchcockiana ("Delitto per delitto" ad esempio), non segue sempre questa regola e non riesce ad andare troppo lontano.

Elisabetta Marino


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