: Eagle
Pictures
PERSONAGGI E INTERPRETI
Kristie St.Clair: Laura Harris
Marc St.Clair: Richard Lintern
Cormac: Francis Magee
Dylan St.Clair: Alex Roe-Brown
Jack Plummer: John Standing
Padre Mullin: Peter Waddington

Ad
una donna che avrebbe tutto per essere felice - marito affascinante,
bella casa in campagna, ottimo lavoro in città, un figlioletto
amatissimo - succede di esser tormentata dai ricordi legati alla prima
notte di nozze ed al concepimento del suo bambino, nato il giorno in cui
il figlio d’una coppia di amici venne trovato morto. Inizialmente ella
pensa d’esser vittima di autosuggestione, ma poi cominciano a
verificarsi fatti inspiegabili...
Improbabile
prodotto europeo d’imitazione, "The Calling" è
una sorta di banca delle idee dei più celebri film horror: il patto
scellerato che dà vita ad una progenie satanica è farina del sacco di
"Rosemary’s Baby", l’avvento dell’Anticristo sotto forma
di bambino era profetizzato ne "Il presagio", il coté
blasfemeggiante viene diritto dal recente "Stigmate" e quello
apocalittico dall’ancor più recente "Lost souls", per non
parlar del revival paradiabolico - sulla cui scia furbescamente questa
pellicola si pone - innescato dalla fortunata riedizione de "L’esorcista".
Il
problema è che dette influenze non assumono nel film forma armonica e
coesa, a causa d’un soggetto in larga misura prevedibile e d’una
regia latitante: e se qui viene consumato in varie forme il sacrificio d’Isacco
che nel già citato "Il presagio" era impedito all’ultimo
minuto, c’è comunque poco da star allegri. In luogo della consueta
baracconata controriformista, infatti, prende stavolta corpo un
ammiccante giovanilismo d’accatto parente spurio di quella "Sympathy
for the Devil" espressa a suo tempo dagli Stones. L’insieme
risulta poco convincente, tuttavia: sarà che questi diavoli han l’aria
tutt’altro che trasgressiva, persi come sono in orge altoborghesi
ambientate in interni extralusso, copiate da quelle di "Eyes Wide
Shut" senza serbar un grammo del rigore etico kubrickiano.