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Anno VI - Numero 24 - Luglio 2001 |
I film del mese |
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| UNA
NOTTE CON SABRINA LOVE (UNA NOCHE CON SABRINA LOVE) CAST TECNICO ARTISTICO Regia : Alejandro AgrestiSceneggiatura: Alejandro Agresti Fotografia: Arnaldo Catinari Scenografia: Flos Vos Costumi: Virginia Schiezinger Musica: Fernando Soldevilla Montaggo: Stefan Kamp Prodotto da: Pablo Bossi (Argentina, 2001) Durata: 102’ Distribuzione cinematografica: Eagle pictures PERSONAGGI E INTERPRETI Sabrina Love: Cecilia Roth
Daniel è il figlio di un vetraio, deluso dal lavoro e dalle carenze di una vita trascorsa nell’alienazione di un piccolo paese argentino, Curuguanzù, distaccato da qualunque centro abitato. Dopo la morte accidentale dei genitori, il ragazzo è obbligato ad impiegarsi in un allevamento di polli, per mantenere se stesso e la nonna, ma quei confini non lo soddisfano. Risparmia per comprare un televisore ed un decoder, con cui seguire il popolare programma erotico di una piccola stella di Buenos Aires, Sabrina Love, a cui invia una lettera partecipando ad un concorso. Vince e corona il suo sogno: trascorrere una notte con la celebre pornodiva. Parte per la grande città anche alla ricerca del fratello, ignaro del destino dei due genitori, affrontando un viaggio su zattere, camioncini, corde lanciate sui ponti, affollando la sua marcia di incontri. Giunto in città, viene accolto dal produttore della pornodiva il quale, innamorato della ragazza, tenta di estinguere il premio rimandando l’appuntamento del giovane di due giorni, e sperando di vederlo desistere. Da qui l'incontro con il fratello, l’amicizia ed il sesso con una disinvolta giornalista ventenne, i dialoghi con un esuberante poeta di strada. Tutto, fino al giorno della sua partenza, non più bambino e pronto a recuperare ciò che aveva abbandonato, rinvigorito dalla somma delle sue straordinarie esperienze. Alejandro Agresti, con la seconda di 15 pellicole girate ad esser giunta in Italia, racconta una storia tenue di comuni iniziazioni, accompagnata con garbo da una regia morbida e giovanilistica. Dalla televisione e dal quotidiano senso di angosciosa apparenza che deteriorano i frequentatori delle grandi città, sgargiante colonna sonora, il film desidera un moto perpetuo, conservare la delicatezza con le modulazioni di una canzone. Sempre attento ad inseguire l’acerbo protagonista in primi piani che si fanno testimoni della sua freschezza, o disegnando una spirale convessa, con una percezione del contrasto tra particolare e totale a volte esasperata ma scrupolosamente descrittiva. Il resto ha il ritocco della favola, di cui è difficile spesso giustificare la coesistenza con il materiale più grezzo della sua cornice neorealista. Ciò nonostante è un film vivacemente tinteggiato, encomiastico, indulgente, cerimonioso, così come è confuso e pazzesco, in bilico tra un lucido criterio di appartenenza ed un affettato distacco, come le sue puttane ed i suoi papponi, come i suoi padri ed i suoi fratelli, come i suoi affetti ed i suoi gesti di ordinanza. Non raggiunge mai una cuspide, ma riesce in ogni modo a non raschiare il fondo. C’è un’ostinazione cavillosa sulla sostanza delle scoperte forte ed indiscreta, ma anche un ingenuo e smaliziato tepore che proviene da un paternale coinvolgimento. Debole, ma levigato. Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete! |
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