Anno VI - Numero 24 - Luglio 2001

I film del mese


EVOLUTION

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ivan Reitman
Sceneggiatura
: David Diamond, David Weissman, Don Jakoby
Fotografia
: Michael Chapman
Scenografia
: J. Michael Riva
Costumi
: Aggie Guerard Rodgers
Musica
: John Powell
Montaggio
: Sheldon Kahn, Wendy Greeny Bricmont
Prodotto da
: Ivan Reitman, Daniel Goldberg, Joe Medjuck
(USA, 2001)

Durata
: 102’
Distribuzione cinematografica
: Columbia Tristars Film

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ira: David Duchovny
Allison: Julianne Moore
Harry: Orlando Jones
Wayne: Sean William Scott
Generale Woodman: Ted Levine

Negli anni in cui riaffiora la passione per la fantascienza degli anni ’50, la Terra è nuovamente in pericolo. Un meteorite di origini sconosciute precipita sulla superficie del nostro pianeta portando con sé una colonia di inquietanti microrganismi. In breve tempo intorno al meteorite si stabilizza un ecosistema alieno aggressivo ed autosufficiente, intenzionato a sostituire gli attuali occupanti della Terra. In un mese, raggiunge risultati che la vita nel nostro sistema ha ottenuto dopo oltre 2 miliardi di anni. Ad arrestarne la crescita interverrà un gruppo di valorosi individui, tra illustri professori ed umili sfaccendati, che verserà tutte le sue forze nella ricerca di un punto debole e la tenacia, alla fine, verrà premiata. 

Un processo di evoluzione-lampo raccontato dal regista Ivan Reitman (Ghostbusters 1 e 2, I gemelli, Un poliziotto alle elementari, Dave-Presidente per un giorno) e, fedele al suo spirito, espresso come naturale manifestazione di un incontrollabile macrocosmo corrotto e diabolico, e per questo, di schiacciante superiorità, metamorfosi simbolica di un destino inevitabile, votato a smascherare con impietoso sarcasmo l’evidenza della nostre debolezze fisiche ed intellettuali. Certo è che Reitman non brilla per eleganza. Ama tornare all’inadeguatezza dell’uomo di fronte alla sua stessa vita, o alla materia di cui crede possedere il controllo, ma naviga intorno a questo sublime concetto rivolgendosi a forme spesso intenzionalmente volgari, e legate ad un indole collegiale che con distrazione inciampa nel suo linguaggio ciarlatanesco e divagante. 

La sua regia che talvolta mostra con efficacia, esaltandosi in totali e in campi lunghi, la nostra impotenza davanti alle cose che sono, o non sono del mondo, ha certamente dato nella sua opera feticcio, Ghostbusters, più di quanto non sia riuscita in seguito. Anche perché, in fin dei conti, questo film sembra un volersi "citare addosso", un inutile affanno a sottolineare un principio già espresso con esaustiva chiarezza. Duchovny invece, sempre fuori luogo, non appare neanche in grado di prendere in giro se stesso. Come ognuno degli ultimi film di Reitman, anche questo porta con sé lo sgradevole ed aspro sapore di un’occasione mancata per poco, per aver ceduto ad una sproporzione (misura adorata dall’autore) di idiomi o per aver, proprio presso la sua catarsi, abbandonato il lavoro a se stesso. Un vero peccato.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film


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