Anno VI - Numero 24 - Luglio 2001

I film del mese


LA VENDETTA DI CARTER
(GET CARTER)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Stephen Kay
Sceneggiatura
: David McKenna
Fotografia
: Mauro Fiore
Scenografia
: Charles J.H. Wood
Costumi
: Julie Weiss
Musica
: Tyler Bates
Montaggio
: Jerry Greenberg
Prodotto da
: Mark Canton, Elie Samaha, Neil Canton
(USA, 2001)

Durata
: 102’
Distribuzione cinematografica
: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

Jack Carter: Silvester Stallone
Gloria: Miranda Richardson

Doreen: Rachel Leigh Cock
Cyrus Paice: Mickey Rourke
Cliff Brumby: Michael Caine

Jack Carter è un uomo solitario, un piccolo gangster. Un giorno, appresa la morte del fratello, torna a Seattle, casa natale, per far luce sul mistero del suo omicidio. Dopo aver incontrato sua cognata Gloria e la nipote Doreen, ritroverà anche le stesse persone che, nel bene e nel male, hanno condizionato la sua esistenza, insieme a quella della sua famiglia. Indizio dopo indizio scoprirà, come sempre accade, che le cose non sono propriamente quelle che sembrano, e che il passato, con altrettanto accanimento, può sempre tornare a perseguitarlo. 

Secondo rifacimento dell’omonimo film diretto da Mike Hodges e interpretato da Michael Caine (qui presente in un ruolo minore), La vendetta di Carter ha il pregio, incontestabile, di tenere la tensione in un equilibrio calibrato. L’utilizzo del primo piano, soprattutto, e della sua composizione per descrivere le incalzanti scene d’azione, acquista la peculiarità interessante di non privilegiare le riprese d’insieme, ma preferisce lasciare i movimenti ai margini per concentrarsi sulla reazione dei protagonisti, costringendo le riprese veloci in uno spazio intimo e relegando gli elementi classici di questo genere cinematografico (sparatorie, esplosioni, gesti funambolici) in un sottofondo puramente funzionale al ruolo dei personaggi coinvolti. In questo modo, l’epicentro tematico del racconto cerca d’individuare il suo raggio d’azione, restringendosi intorno agli individui piuttosto che strumentalizzando gli avvenimenti frenetici. 

Il film soffre, purtroppo, di reiterazione. Stallone, che ha voluto questa parte, diventa a tratti convincente, ma tutta la storia, che nella disposizione originale era determinata dai suoi toni marcatamente cupi, sembra adattarsi al personaggio principale con un’arbitrarietà anonima e sfibrante. Per diretta conseguenza, rischiamo di trovare ancora situazioni ed atmosfere a cui l’attore ci ha abituati lungo la sua carriera ma che, per costituzione, poco condividono con le proprietà drammatiche del film, restando in antitesi e riproponendo stereotipi, più o meno giustapposti, che non evitano di comprometterne la coerenza. Nonostante i difetti di struttura, comunque, l’intrattenimento è assicurato.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film


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