Anno VI - Numero 23 - Giugno 2001

I film del mese


VIPERA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Franco Citti
Sceneggiatura
: Vincenzo Cerami, Franco Citti
Fotografia
: Blasco Giurato
Scenografia
: Andrea Crisanti
Costumi
: Alberto Verso
Musica
: Nicola Piovani
Montaggio
: Ugo De Rossi
Prodotto da
: Cosmo Production, Rai Cinema
(Italia, 2000)

Durata
: 100'
Distribuzione cinematografica
: Lantìa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Leone: Harvey Keitel
Guastamacchia: Giancarlo Gianni
Vipera: Elide Melli
Rosetta bambina: Larissa Volpentesta
Rosetta adulta: Annalisa Schettino
Fortunato: Rosario Ainnusa
Luca: Paolo Pini
Prete: Gofferdo Fofi
Strega: Maria Rosa Sapienza
I prostituta: Olimpia Carlisi
II prostituta: Nadia Carlomagno

Vipera è la traditrice, la moglie crudele, la madre snaturata, sottratta alla povertà di una vita misera dalle promesse di un ricco avvocato. Vipera è il nomignolo affibbiatole dal marito abbandonato Leone, e Vipera è per tutti, per la giovane figlia Rosetta, per gli avventori dell’osteria in cui Leone annega le sue giornate nel vino rosso, per l’umile popolo del paesino siciliano in cui vive, per Guastamacchia, gerarca fascista trasformista per convenienza al momento della fine del regime. E’ quest’ultimo che abusa della piccola Rosetta, seducendola con il piacere di un bagno caldo e di cioccolatini al liquore, salvandosi dalla furia vendicativa di Leone grazie alla muta dolcezza della giovane vittima. E lei, incinta a dodici anni, vedrà morire il padre in circostanze misteriose e portarle via il figlio al momento della nascita, per ritrovarsi poi rinchiusa in un riformatorio femminile fino alla maggiore età. Una volta uscita Rosetta si mette alla ricerca del figlio, e raggiunge sua madre che vive con un bambino che potrebbe essere il suo. Quando crede di poter riconquistare con lei un rapporto armonioso si accorge della sua incapacità di dare, dell’immenso dolore e del senso di incompiutezza che tormenta la sua vita. 

Meno surreale degli altri film di Citti ma non per questo privo di immagini simboliche, il film è un melodramma incentrato su un piccolo universo di povertà funestato da una sequela di abbandoni laceranti, ma pacificato dall’angelica figura di Rosetta, bambina forte e silenziosa prima, giovane donna ottimista e decisa poi. Centrale è il tema della maternità, di quella rifiutata da Vipera a quella imposta ma voluta di Rosetta, a quella infine rimpianta e disperatamente cercata di Vipera, trasferita sullo schermo in maniera quasi brutale nella scena in cui lei, completamente nuda e dissennata, offre il suo corpo al mondo intero sotto la pioggia, affamata di amore e desiderosa ancora di una procreazione che non avverrà più. Con l’utilizzo di immagini che alternano grandi spazi di luce ad angusti ambienti stretti, Citti esprime con una poesia delicata e disperata al tempo stesso i sentimenti a tinte forti di un mondo lontano. Scritto a quattro mani con Vincenzo Cerami, il film miscela bene le due anime dei suoi sceneggiatori, stemperando con l’elegante delicatezza di Cerami la spontaneità visionaria e a volte ruvida di Sergio Citti. Strepitoso come sempre Harvey Keitel, affiancato qui da un altrettanto grande Giancarlo Giannini e dagli occhi, indimenticabili ed espressivi, della giovane Larissa Volpentesta.

Fania Petrelli


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