: U.I.P.
LE VOCI NELLA VERSIONE ORIGINALE
Shrek: Mike Myers
Ciuchino: Eddie Murphy
Principessa Fiona: Cameron Diaz
Lord Farquaad: John Lithgow



In
un mondo dove umani e creature fiabesche convivono tra infiniti
contrasti, Shrek, scontroso e sgradevole orco, vive isolato in una
casetta nella sua palude, riempiendo le giornate di metodici,
raccapriccianti gesti quotidiani. Il perfido Lord Farquaad, deciso a
depurare il suo dominio dall’invadenza degli ingombranti ed eccentrici
ospiti, ha messo una taglia su ogni singolo essere fantastico, gettando
tutto il mondo delle favole in un incontrollabile panico. Terrorizzati
ed esiliati, i protagonisti delle letture d’infanzia chiedono asilo
all’irriguardoso orco, il quale, per liberarsi di loro, è perfino
disposto a rivolgersi al tiranno. Giunto al castello si troverà, sua
malgrado, coinvolto nel recupero di una bellissima principessa tenuta
prigioniera da un drago, e partirà insieme ad un ciuchino per un
avventura che, da qui in poi, avrà sempre l’occasione di prendere le
distanze dalla favola tradizionale.
Un
paradiso tecnologico. A tutti gli effetti, un nuovo mondo ed
una terra promessa. Ambientato in una regione fiabesca, in cui il
territorio del reale crea un improvviso piano d’intersezione con
creature di dimensioni immaginarie, scatenando una reazione a catena di
reciproche contaminazioni (e qui, la citazione ed il suggerimento preso
in prestito sembrano, a nostro avviso, d’innegabile chiarezza), Shrek
è ben più di una favola irriverente allestita per impressionare un
pubblico adulto con artifici tecnologici (obiettivo, ad ogni
modo, brillantemente raggiunto dalla Dreamworks
di Steven Spielberg), ma arriva forse ad
essere la consacrazione tanto attesa di un manifesto, che annunci la
nascita di un nuovo linguaggio. La peculiarità del suo stile, lo
conferma: dietro il suo disegno sobrio e fanciullesco, esplicito ed
ingenuamente fumettoso, la satira si nasconde con allusioni non proprio
inafferrabili per un pubblico appena un poco smaliziato, ma
perfettamente cucite in un contesto che, come per una risorsa genetica,
può correggere le dissonanze implicite nella volgarità degli atti e
delle parole, permettendo anche che una candela fatta di cerume e le
insistenti allusioni sessuali infiltrate dal ciuchino (tenete in
considerazione che la bestiola viene, nella versione americana, doppiata
da Eddie Murphy), scivolino via in uno stato
di grazia.
E’
un tentativo decisamente insolito di muoversi, circoscrivendo la satira
e allungandone il raggio nella ricerca di nuove formule, senza
cancellare per questo le pre-esistenti, ma predisponendosi uno spazio in
grado di partecipare ad una tradizione. Buster Keaton diceva, riguardo
al gesto comico: "La sorpresa ne è l’elemento,
l’insolito la nostra forza e l’originalità il nostro ideale".
Tre principi in cui questo gioiello sembra, senza troppa fatica,
perfettamente specchiarsi dentro.