Anno VI - Numero 23 - Giugno 2001

I film del mese


SHREK

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Andrew Adamson, Vicky Jenson
Sceneggiatura
: Ted Elliott, Terry Rossio, Roger Schulman, Joe Stillman
Scenografia
: James Hegedus
Musica
: Marylata E. Jacob
Montaggio
: Sim Evan Jones
Prodotto da
: Aaron Warner, David Lipman, John Williams
Durata
: 90’
Distribuzione cinematografica
: U.I.P.

LE VOCI NELLA VERSIONE ORIGINALE

Shrek: Mike Myers
Ciuchino: Eddie Murphy
Principessa Fiona: Cameron Diaz
Lord Farquaad: John Lithgow

In un mondo dove umani e creature fiabesche convivono tra infiniti contrasti, Shrek, scontroso e sgradevole orco, vive isolato in una casetta nella sua palude, riempiendo le giornate di metodici, raccapriccianti gesti quotidiani. Il perfido Lord Farquaad, deciso a depurare il suo dominio dall’invadenza degli ingombranti ed eccentrici ospiti, ha messo una taglia su ogni singolo essere fantastico, gettando tutto il mondo delle favole in un incontrollabile panico. Terrorizzati ed esiliati, i protagonisti delle letture d’infanzia chiedono asilo all’irriguardoso orco, il quale, per liberarsi di loro, è perfino disposto a rivolgersi al tiranno. Giunto al castello si troverà, sua malgrado, coinvolto nel recupero di una bellissima principessa tenuta prigioniera da un drago, e partirà insieme ad un ciuchino per un avventura che, da qui in poi, avrà sempre l’occasione di prendere le distanze dalla favola tradizionale. 

Un paradiso tecnologico. A tutti gli effetti, un nuovo mondo ed una terra promessa. Ambientato in una regione fiabesca, in cui il territorio del reale crea un improvviso piano d’intersezione con creature di dimensioni immaginarie, scatenando una reazione a catena di reciproche contaminazioni (e qui, la citazione ed il suggerimento preso in prestito sembrano, a nostro avviso, d’innegabile chiarezza), Shrek è ben più di una favola irriverente allestita per impressionare un pubblico adulto con artifici tecnologici (obiettivo, ad ogni modo, brillantemente raggiunto dalla Dreamworks di Steven Spielberg), ma arriva forse ad essere la consacrazione tanto attesa di un manifesto, che annunci la nascita di un nuovo linguaggio. La peculiarità del suo stile, lo conferma: dietro il suo disegno sobrio e fanciullesco, esplicito ed ingenuamente fumettoso, la satira si nasconde con allusioni non proprio inafferrabili per un pubblico appena un poco smaliziato, ma perfettamente cucite in un contesto che, come per una risorsa genetica, può correggere le dissonanze implicite nella volgarità degli atti e delle parole, permettendo anche che una candela fatta di cerume e le insistenti allusioni sessuali infiltrate dal ciuchino (tenete in considerazione che la bestiola viene, nella versione americana, doppiata da Eddie Murphy), scivolino via in uno stato di grazia

E’ un tentativo decisamente insolito di muoversi, circoscrivendo la satira e allungandone il raggio nella ricerca di nuove formule, senza cancellare per questo le pre-esistenti, ma predisponendosi uno spazio in grado di partecipare ad una tradizione. Buster Keaton diceva, riguardo al gesto comico: "La sorpresa ne è l’elemento, l’insolito la nostra forza e l’originalità il nostro ideale". Tre principi in cui questo gioiello sembra, senza troppa fatica, perfettamente specchiarsi dentro.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film


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