: Columbia
PERSONAGGI E INTERPRETI
Harry Pendel: Geoffrey Rush
Andrew Osnard: Pierce Brosnan
Louisa Pendel: Jamie Lee Curtis
Marta: Leonor Varela
Mickie Abraxas: Brendan Gleeson
Zio Benny: Harold Pinter
Francesca: Catherine McCormack



Harry Pendel (Geoffry Rush)
è un
sarto di successo: nella sua celebre sartoria "Pendel &
Braithwaite" con sede anche a Londra nella prestigiosa Savil Row,
si avvicendano gli uomini più potenti di Panama, uno stato che sta
avviandosi ad una propria, difficile, indipendenza, dopo l'arresto di
Manuel Noriega. Un giorno Harry viene contattato
da Andy Osnard (Pierce Brosnan), una spia
inglese giunta all'ambasciata con il preciso incarico di tenere d'occhio
il canale. Infatti, dalla fine del 1999, quando gli Stati Uniti lo hanno
ceduto ai panamensi si fanno molte congetture sul futuro di
una delle più importanti arterie per il traffico mondiale.
Uomo senza scrupoli, Osnard ha individuato nel povero Pendel l'uomo che
fa per lui e che potrebbe fornirgli informazioni preziose. Sempre a
contatto con le celebrità locali e persino col presidente, Harry è
l'ideale per carpire pettegolezzi e segreti inaccessibili. Per di più
è ricattabile. Infatti il sarto custodisce un segreto da oltre
venticinque anni ed è oberato
di debiti, occultati all'amata moglie, principale collaboratrice del
braccio destro del Presidente. Così il sarto accetta di farsi tramite
per Osnard; pur sapendo di non conoscere alcun segreto è disposto a
perpetuare le sue bugie per salvaguardare l'incolumità della propria
famiglia. Le sue fantasiose rivelazioni scatenano una serie di reazioni a
catena tramutandosi in una verità di comodo per tutti che il sarto non riuscirà a
fermare...
Tratto
dall'omonimo di romanzo di John Le Carré Il
sarto di Panama, il cui archetipo, dichiarato dallo stesso
autore, è il memorabile "Il nostro agente all'Avana" di
Graham Greene, risulta fedele al libro, fatte salve due piccole ma
sostanziali modifiche. La prima è un taglio grottesco, sulla pagina
scritta meno evidente, che permette a Boorman di mettere in scena le
assurde situazioni in cui è coinvolto il protagonista con effetti esilaranti nella
prima parte della vicenda. Il secondo cambiamento è nel finale, che non sveleremo per ovvie
ragioni, più
positivo rispetto al romanzo. Detto
questo c'è da aggiungere che la scelta degli
attori si è rivelata felice. Se Geoffrey Rush conferisce al
suo Harry Pendel delle note tragicomiche da giullare disperato con un
patetismo mai sopra le righe, Pierce Brosnan è una rivelazione nel ruolo di
una spia antitesi del suo abituale James Bond. Andy Osnard è infatti una delle figure più laide e spregiudicate che
mai siano apparse sullo schermo. Meritano infine il plauso anche Jamie
Lee Curtis, nei panni della moglie di Pendel e Catherine
McCormack, algida collaboratrice di Osnard.
Dopo
il successo di "The General", film da noi inedito, che
conquistò Il Premio per la Regia al Festival di Cannes del 1998, John Boorman affronta il romanzo di
John Le Carré con un taglio differente dai suoi film onirici che lo
hanno reso celebre ("Un tranquillo week end di paura", "Zardoz",
"Excalibur"). Qui la sua regia appare quasi invisibile, Boorman
agisce per sottrazione, lasciando spazio ad un copione solido e a degli
interpreti eccezionali. Non è poco con l'aria che tira.