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Fandango Distribuzione
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jill: Susie Porter
Diana: Kelly McGillis
Nick: Marton Csokas
Lou: Deborah Mailman
Mickey: Abbey Cornish


Jill
è una detective privata che conduce una dispersiva esistenza, instabile
nel lavoro e nei rapporti personali, complicati dalla sua
omosessualità. Un giorno, d’improvviso, viene chiamata ad indagare
sulla scomparsa di una giovane studentessa legata ad un circolo
sotterraneo di poeti, che si raccoglie in un locale alla periferia di
Sidney. Nello svolgimento delle sue indagini incontra una ricca e
dissoluta insegnante di letteratura, Diana, attratta dalla curiosità d’intraprendere
una relazione lesbica e forte dell’invaghimento di Jill nei suoi
confronti. Nella caccia che seguirà alla scoperta del cadavere della
ragazza, l’investigatrice prenderà coscienza di un indifferente,
grossolano teatro di vita borghese, dominato dal malessere e dal
vampirismo di cui la poesia è soltanto un pallido e svuotato
riflesso.
Samantha
Lang (regista de "Il pozzo", film uscito da Cannes nel
’98, senza troppo clamore) gira un lavoro dalle cadenze irregolari e
ferito da un ritmo disordinato che influenza spesso il racconto
precipitandolo in incomprensibili stasi narrative. I rapporti di sesso
condivisi tra le due protagoniste, ad esempio, nascondono l’intento di
giustificare un piano di comunicazione unilaterale soffocato dal vuoto
di una moralità deforme e, saturati da un’estenuante ed ingenua
ripetizione, sottraggono spazio al sottinteso e ne indeboliscono
inevitabilmente la struttura poetica, rinunciando all’ellissi.
Sembra,
in alcuni momenti, voler percorrere i sentieri stilistici del giallo di
Chabrol, pur rimanendo faticosamente appoggiato ai suoi bordi in un
equilibrio precario, indifferente alla ricerca di un metodo che accenni
a governare i meccanismi della tensione, rallentata e confusa anche
dalla sua estenuante suddivisione in capitoli. Senza dubbio i primissimi
piani sul volto asciutto della protagonista diventano accenti forti, ma
la stilizzazione sproporzionata degli ambienti e dei personaggi di
contorno rende la sagoma del contesto piuttosto approssimata e sfibra le
ambizioni tematiche del contrasto altrimenti efficace tra totali e primi
piani, allontanando distrattamente tutta la sua ossatura verso una
descrizione appesantita dalle stonature. Forse
anche per la difficoltà di trasformare un romanzo in versi in un film
tradizionalmente costruito su rapporti di causa ed effetto, il risultato
finale resta confuso e poco convincente.