Anno VI - Numero 18 - Gennaio 2001

I film del mese


NON HO SONNO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Dario Argento
Sceneggiatura
: Dario Argento, Franco Ferrini
Fotografia
: Ronnie Taylor
Scenografia
: Antonello Geleng
Costumi
: Susy Mattolini
Musica
: Goblin
Montaggio
: Anna Napoli
Prodotto da
: Claudio Argento
(Italia; 2000)

Durata
: 117’
Distribuzione cinematografica
: Medusa Film

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ulisse Moretti: Max Von Sydow
Giacomo: Stefano Dionisi
Gloria: Chiara Caselli
Laura De Fabritiis: Rossella Falk
Commissario Manni: Paolo Maria Scalondro
Lorenzo: Roberto Zibetti

Un passato orribile tormenta la vita ordinaria del giovane Giacomo: sedici anni fa, quando era appena bambino, sua madre venne brutalmente uccisa davanti ai suoi occhi impotenti. Allora, lui non potè vedere in volto il sadico assassino, ma di quello ed altri delitti fu prontamente accusato un enigmatico nano, uno scrittore di libri gialli abitante in una villa vicina alla casa di Giacomo, che venne ritrovato morto qualche tempo dopo l’omicidio. Oggi, trascorsi tanti anni, qualcuno torna ad uccidere lasciando la stessa firma, riaprendo vecchie ferite. Per Giacomo e Ulisse Moretti, l’ormai vecchio detective che negli anni ’80 indagò sulla vicenda, ricerche e rivelazioni saranno accompagnate da una nuova, inesorabile catena di delitti. Inquietanti cantilene per bambini; ricordi morbosi e raccapriccianti; rivoltanti omicidi e bestiali psicopatici: questo film segna ufficialmente (anche con il rituale dei Goblin alle musiche) il ritorno di Dario Argento al giallo psicologico che negli anni ’70 ha meritatamente fatto strada alla sua celebrità e in onor del quale, confessa oggi, tiene in cantiere una nuova e breve saga ripercorrendo scelte fatte 30 anni fa, quando concepì la fortunata "trilogia degli animali" (L’uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code, Quattro mosche di velluto grigio). 

Effettivamente, in questo primo capitolo è facile trovare, appena riformulati, certi ossessivi ingredienti che hanno distinto il carattere personale del suo stile: primissimi piani che rapidamente si canalizzano in particolari spasmodici e destabilizzanti; accellerati e lunghi piani sequenza, conclusi da morbide o brusche rivelazioni; orrori pulsanti che avviluppano i suoi personaggi sotto la stessa fuligginosa cappa di filastrocche diaboliche e di infanzie profanate; celebrazione di atmosfere gotiche che arrivano sino a lui ma sono, allo stesso tempo, riflesso di una tradizione tutta italiana che ha sempre ricondotto orrore quotidiano e orrore soprannaturale ad una matrice comune. 

Eppure il film non funziona. Non funziona perché abbiamo già visto, già assimilato; perché sembrano mancare a questa, come ad ogni altra sua opera più recente, il temperamento, la sicurezza e la partecipazione degli esordi. Soprattutto, è avvilente scoprire quanto questo autore abbia perso la scrupolosa e innaturale attenzione che riservava al suo distintivo atto di filmare la morte, raccogliendo la sofferenza claustrofobica delle sue vittime in lunghe e indaganti inquadrature, come dovesse confessare violenti stimoli d’angoscia e interpretare con chirurgica cura il disperato dolore di chi è vicino ad una fine improvvisa e disumana. Oramai, la sua forma appare costretta in percorsi didascalici ed autocelebrativi, rinchiusa in una galleria d’effetti impoveriti e gelidamente rappresentati. Si svela al massimo, in vent’anni d’esercizio, la natura di un talento senza disciplina assolutamente incurante delle acque che si agitano intorno al suo ego. E’ il risultato deludente, non soltanto superfluo, di un regista che sembra zoppicare verso un punto del suo passato che, inevitabilmente, si perde in un orizzonte più ampio.

Francesco Russo 

Il sito ufficiale del film


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)