Anno VI - Numero 18 - Gennaio 2001

I film del mese


PRANZO DI NATALE
(LA BUCHE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Daniéle Thompson
Sceneggiatura: Christopher Thompson, Daniéle Thompson
Fotografia: Jean-Marie Friasse
Costumi: Elisabeth Tavernier
Musica: Michel Legrand
Montaggio: Emmanuelle Castro
Prodotto da: Alain Sarde
(Francia, 1999)
Durata: 106'
Distribuzione cinematografica: Bim

PERSONAGGI E INTERPRETI

Louba: Sabine Azema
Sonia: Emmanuelle Beart
Mila: Charlotte Gainsborough
Yvette: Françoise Fabian

Una famiglia scombinata, tre sorelle diverse tra di loro, una vigilia di Natale alle porte in una fredda e scintillante Parigi. Questi gli ingredienti principali del primo film da regista di Danièle Thompson, già figlia e co-sceneggiatrice di Gerard Oury, già autrice delle sceneggiature della lunga saga adolescenziale dei tre tempi delle mele di Claude Pinoteau, nonché della "Regina Margot" di Patrick Chereau.
Ingredienti conditi con leggerezza e una certa dose di passione da colpi di scena, rivelazioni, rotture, bilanci e giri di boa.

Louba, la più grande delle sorelle, fa la cantante in lingua nei ristoranti russi, e si accontenta da dodici anni della compagnia ad ore di un agente immobiliare sposato. Sonia incarna l’apparente perfezione della bella donna borghese: mamma irreprensibile, moglie innamorata, razionale ed efficiente in tutto. Milla, la più piccola, è la ribelle, anticonformista, single per scelta, insofferente agli schemi familiari. Si incontrano all’inizio del film al funerale del compagno della madre, separata dal loro padre da molti anni. Lui, un violinista di origine ebraica, divide la casa con la figlia maggiore e ne affitta una parte ad un giovane apparentemente sconosciuto, a sua volta separato e con una bimba di cinque anni. All’avvicinarsi delle festività natalizie scoppia la bufera emotiva trattenuta fino a quel momento sotto le ceneri di un apparente equilibrio. 

Tra mariti che tradiscono, gravidanze inattese, figli illegittimi e colpi di fulmine il film si scioglie in un finale morbido in cui tutto sembra appianarsi in nome di un amore per troppo tempo trattenuto. Una sana rivoluzione familiare, in cui tutte le carte vengono rimescolate e finalmente scoperte, che fa pensare a certe pellicole di Monicelli, ma anche a certe prove recenti della Comencini. Con molta grazia, quindi, ma non con superficialità, la Thompson affronta il delicato tema dei labili equilibri familiari, delineando dei personaggi reali, nei quali mescola in ugual dose vizi e virtù in modo da renderli tutti identificabili con lo spettatore. Cast ineccepibile, che vanta tre delle migliori attrici del cinema francese recente, in particolare una sempre più bella Emmanuélle Beart qui in stato grazia, in un ruolo mesto ma forte che la valorizza.

Fania Petrelli


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