Anno VI - Numero 18 - Gennaio 2001

I film del mese


HELL'S KITCHEN - NEW YORK CITY
(HELL'S KITCHEN)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Tony Cinciripini
Fotografia: Michael Spiller
Scenografia: Valerie Bienas
Musica: Joserph Arthur
Montaggio: Steve Silkensen
Prodotto da: Mary Jo Slater, Robert Furlong
(
USA, 1998)
Durata: 97'
Distribuzione cinematografica: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Johnny: Mehki Phifer
Patty: Johnny Whitworth
Gloria: Angelina Jolie

Lou: William Forsythe

Liz: Rosanna Arquette
Ricky: Jady Yorker
Hayden: Ryan Slater

Hell's Kitchen è ambientato nel quartiere malfamato di New York. Tre giovani falliscono una rapina: uno muore (Hayden), ucciso dall' amico per errore; il terzo, Johnny-Mekhi Phifer ("Clockers"), viene arrestato. Il superstite, Patty, (Johnny Whitworth) che ha commesso l'omicidio colposo, accusa quello in carcere di aver eliminato l'amico. 
Cinque anni dopo Johnny esce di prigione (dove faceva il pugile) e ad aspettarlo trova la su ex, Gloria (
Angelina Jolie), che crede che ad uccidere Hayden (suo fratello) sia stato lui, assassino e traditore. Inoltre Gloria flirta proprio con Patty. La madre di Gloria e del defunto Hayden, Liz (Rosanna Arquette), stordita dal dolore della perdita di Hayden, diviene una tossicomane.

Un film sul degrado socio-antropologico nella Grande Mela. E il quasi esordiente Tony Cinciripini parte con una sequenza sfocata che lascia presagire un film puro e duro: mentre lo sviluppo della trama si affievolisce in stereotipi sui film di gioventù bruciate, con un'ostentazione quasi morbosa e ossessiva per droga, sesso e sangue. Un'elegia della miseria materiale e spirituale non sorretta da una recitazione decisa (imbarazzanti le smorfie di Angelina Jolie, qui neanche bella), né da una macchina da presa sensibile. Solo un paio di trovate: il ragazzo nero (Johnny) che in carcere inconsapevolmente sotterra la salma del fratello scomparso (referente: Rigoletto, di Verdi), e lo stesso giovane che legge delle calunnie che lo infangano dalla lettera della defunta madre. Il resto è anche ben girato e le sequenze si accavallano con una ricerca formale curata, ma priva di approfondimento psicologico nei personaggi, che pare recitino e non vivino "la parte". Con un finale edificante ma non puntellato da un correlativo oggettivo decente. Ovvero, Cinciripini potrebbe lasciare sfumate alcune psicosi di Johnny senza doverle giustificare goffamente. 

Tutto ciò non significa che Cinciripini non abbia talento. Forse in questo film non ha dosato le sue capacità e ha composto un affresco dove troppi colori stridono, e l'insieme risulta così asimettrico, privo di equilibrio fra contenuto e immagini. Rosanna Arquette riscatta l'intero, modesto, film con un'interpretazione superlativa per immedesimazione nei dolori e nelle performance narcotizzate (è una cantante di Piano Bar) di una madre che ha perso un figlio.

Luigi Senise


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