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HELL'S
KITCHEN - NEW YORK CITY
(HELL'S KITCHEN)
CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia:
Tony Cinciripini
Fotografia:
Michael Spiller
Scenografia:
Valerie Bienas
Musica:
Joserph
Arthur
Montaggio:
Steve Silkensen
Prodotto da:
Mary Jo Slater,
Robert Furlong
(USA,
1998)
Durata:
97'
Distribuzione
cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Johnny: Mehki Phifer
Patty: Johnny Whitworth
Gloria: Angelina Jolie
Lou: William Forsythe
Liz: Rosanna Arquette
Ricky: Jady Yorker
Hayden: Ryan Slater

Hell's
Kitchen è ambientato nel quartiere malfamato di New York. Tre giovani falliscono una rapina: uno muore (Hayden),
ucciso dall' amico per errore; il terzo, Johnny-Mekhi Phifer ("Clockers"),
viene arrestato. Il superstite, Patty, (Johnny Whitworth) che ha
commesso l'omicidio colposo, accusa quello in carcere di aver eliminato
l'amico.
Cinque anni dopo Johnny esce di prigione (dove faceva il pugile) e ad
aspettarlo trova la su ex, Gloria (Angelina
Jolie), che crede che ad uccidere
Hayden (suo fratello) sia stato lui, assassino e traditore. Inoltre Gloria flirta proprio con Patty.
La madre di Gloria e del defunto Hayden, Liz (Rosanna
Arquette),
stordita dal dolore della perdita di Hayden, diviene una tossicomane.
Un film
sul degrado socio-antropologico nella Grande Mela. E il quasi esordiente
Tony Cinciripini parte con una sequenza sfocata che lascia presagire un film
puro e duro: mentre lo sviluppo della trama si affievolisce in
stereotipi
sui film di gioventù bruciate, con un'ostentazione quasi morbosa e
ossessiva per droga, sesso e sangue. Un'elegia della miseria materiale e
spirituale non sorretta da una recitazione decisa (imbarazzanti le
smorfie di Angelina Jolie, qui neanche bella), né da una macchina da
presa sensibile. Solo un paio di trovate: il ragazzo nero (Johnny) che
in carcere inconsapevolmente sotterra la salma del fratello scomparso
(referente: Rigoletto, di Verdi), e lo stesso giovane che legge delle
calunnie che lo infangano dalla lettera della defunta madre. Il resto è
anche ben girato e le sequenze si accavallano con una ricerca formale
curata, ma priva di approfondimento psicologico nei personaggi, che pare
recitino e non vivino "la parte". Con un finale edificante
ma non puntellato da un correlativo oggettivo decente. Ovvero,
Cinciripini potrebbe lasciare sfumate alcune psicosi di Johnny senza
doverle giustificare goffamente.
Tutto
ciò non significa che Cinciripini
non abbia talento. Forse in questo film non ha dosato le sue capacità e
ha composto un affresco dove troppi colori stridono, e l'insieme risulta
così
asimettrico, privo di equilibrio fra contenuto e immagini. Rosanna
Arquette riscatta l'intero, modesto, film con un'interpretazione
superlativa per immedesimazione nei dolori e nelle performance
narcotizzate (è una cantante di Piano Bar) di una madre che ha perso un
figlio.
Luigi
Senise
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