: BIM
PERSONAGGI E INTERPRETI
Maya: Pilar Padilla
Sam: Adrien Brody
Rosa: Elpidia Carrillo
Bert: Jack McGee
Simona: Monica Rivas
Luis: Frank Davila



Maya,
una giovanissima messicana, passato il confine con gli Stati Uniti
raggiunge la sorella maggiore a Los Angeles, alla ricerca di un lavoro.
Impiegata insieme a lei in un'impresa di pulizie che raccoglie
esclusivamente manodopera immigrata, si scontrerà con la logica dell’abolizione
del diritto, impietosamente osservata dai dirigenti per cui i pulitori
lavorano. In seguito all’incontro con Sam, un attivista che lotta per
il riconoscimento e per la dignità dei sindacati, Maya promuoverà
insieme a lui una lunga, decisa ed estenuante lotta contro i capi delle
imprese, fatica che nel suo travaglio non mancherà di colpire ogni
sfera, pubblica o privata, della sua vita. Sullo sfondo, l’attrazione
che investirà Maya e Sam portandoli ad un ricco incrocio di culture e
tradizioni, ad uno scambio direttamente proporzionale alla tenerezza del
loro rapporto.
Così
Ken Loach, con il tratto melò che da
sempre distingue il suo cinema coinvolgendone fin anche la commedia
(vedi Riff Ruff), scopre l’America. Il suo sguardo sobrio,
determinato da una semplicità che si racconta da sola, resta, in questa
esperienza, selezione di una forma maturata in un’annosa carriera e
testimonianza di un raffinato, puntuale modello descrittivo decorato
dalle sue discrete intrusioni nello humor e
nella tragedia. E proprio grazie a questo stile completo,
rigidamente inglese, il film riesce a diluire i corpi del dramma e del
documentario, assicurando spettacolo e credibilità al suo atto di
denuncia e alla sua indole imperterrita di indagatore sociale, di
coinvolto rappresentante di una coscienza attiva. Nel suo
coinvolgimento, poi, si affaccia, rivelandosi, un rigido impegno nel
trasformare il racconto d’ambientazione popolare in uno stile
assolutamente indipendente, conferito di una dignità espressiva che non
è soltanto voce per il riscatto di una minoranza, ma anche e
soprattutto suggerimento di un principio narrativo decisamente più
universale: appunto, il melò in tutto il suo valore prettamente
drammatico. Nient’altro da dire; un Ken Loach
morbido e affascinante, come sempre.