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LA
CARICA DEI 102 – UN NUOVO COLPO DI CODA
(102 DALMATIANS)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia:
Kevin Lima
Sceneggiatura:
Kristen Buckley, Brian Regan, Bob Tzudiker, Noni White, dal romanzo
"La carica dei 101" di Dodie Smith
Fotografia:
Adrian Biddle, Roger Pratt
Scenografia:
Assheton Gordon
Costumi:
Anthony Powell
Musica:
David Newman
Montaggio:
Gregory Perler
Prodotto da:
Edward S. Feldman
(USA, 2000)
Durata:
85'
Distribuzione
cinematografica: Buena Vista
PERSONAGGI E INTERPRETI
Crudelia De Mon: Glenn Close
Jean Pierre Le Pelt: Gérard Depardieu
Kevin Sheperd: Ioan Gruffud
Chloe Simon: Alice Evans
Alonso: Tim McInnenrny
Dottor Pavlov: David Horovitch
 
Ma
quanto può durare la conversione di una cattiva storica come a Crudelia
De Mon? Dopo il carcere, e la riuscita metamorfosi grazie al metodo del
Dottor Pavlov, la perfida Crudelia diventa Ella, patinata paladina dei
diritti dei cani. Acclamata e integrata a pieno titolo nel mondo dei
buoni, viene risvegliata dalla sua gloriosa bontà dal vigoroso suono
delle campane del Big Ben. In preda alla catarsi -resa in maniera a dir
poco angosciante- riesplode in lei l’incontrollabile desiderio di un
manto bianco a macchie nere. La prima ad insospettirsi sulle reali
intenzione di Ella, ormai di nuovo Crudelia, è il funzionario
incaricato di sorvergliarla, la dolce Chloe, padrona lei stessa di
cinque cani dalmata. L’improvvisa scomparsa dalla città di cuccioli
di dalmata, dopo una serie infinita di equivoci, porta Chloe alla
scoperta della prigione dei cagnolini, con un inevitabile epilogo a
lieto fine, con tanto di cani acrobati e vere e proprie torture per la
perfida, ma pur sempre umana, Crudelia.
Un
film con un uso ineccepibile
delle migliori tecnologie in digitale, con una Glenn
Close perfetta nei panni dell’eroina negativa e grottesca
Crudelia, protagonista assoluta del film, e con un ingombrante Gerard
Depardieu nel ruolo di un ridicolo stilista di pellicce francese, Jean
Pierre Le Pelt, complice sottomesso delle malefatte di Crudelia.
Deliziosa poi la citazione di un capolavoro Disney come "Lilli e il
vagabondo", nella memorabile scena della cenetta a lume di candela
tra i due innamorati a quattro zampe.
Pochi
ma visibili i punti deboli: ripetitiva la
storia, che ricalca né più né meno la solita,
insoddisfatta caccia al prezioso pelo maculato della regina
impellicciata; e la violenza, usata indiscriminatamente per sottoporre
il male alla vittoria schiacciante di un bene che giustifica ogni mezzo,
anche l’impasto con infornata finale della – alla fin fine –
povera Crudelia De Mon. Un film per bambini, ancora abbastanza
inconsapevoli e spesso attirati dalle "maniere forti" ma pure
abbastanza magnanimi da perdonare le cattive azioni della strega in
bianco e nero, risparmiandole, forse, tante brutalità.
Giustificazione pronta per il regista Kevin Lima,
già apprezzato in un altro capolavoro Disney, "Tarzan": la
vittoria dei cuccioli sul male è un insegnamento per i bambini che
acquistano la fiducia di poterlo fare, nella loro vita. Ai piccoli l’ardua
sentenza!
Fania
Petrelli
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