Anno VI - Numero 18 - Gennaio 2001

I film del mese


LA CARICA DEI 102 – UN NUOVO COLPO DI CODA
(102 DALMATIANS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Kevin Lima
Sceneggiatura: Kristen Buckley, Brian Regan, Bob Tzudiker, Noni White, dal romanzo "La carica dei 101" di Dodie Smith
Fotografia: Adrian Biddle, Roger Pratt
Scenografia: Assheton Gordon
Costumi: Anthony Powell
Musica: David Newman
Montaggio: Gregory Perler
Prodotto da: Edward S. Feldman
(USA, 2000)
Durata: 85'
Distribuzione cinematografica: Buena Vista

PERSONAGGI E INTERPRETI

Crudelia De Mon: Glenn Close
Jean Pierre Le Pelt: Gérard Depardieu
Kevin Sheperd: Ioan Gruffud
Chloe Simon: Alice Evans
Alonso: Tim McInnenrny
Dottor Pavlov: David Horovitch

Ma quanto può durare la conversione di una cattiva storica come a Crudelia De Mon? Dopo il carcere, e la riuscita metamorfosi grazie al metodo del Dottor Pavlov, la perfida Crudelia diventa Ella, patinata paladina dei diritti dei cani. Acclamata e integrata a pieno titolo nel mondo dei buoni, viene risvegliata dalla sua gloriosa bontà dal vigoroso suono delle campane del Big Ben. In preda alla catarsi -resa in maniera a dir poco angosciante- riesplode in lei l’incontrollabile desiderio di un manto bianco a macchie nere. La prima ad insospettirsi sulle reali intenzione di Ella, ormai di nuovo Crudelia, è il funzionario incaricato di sorvergliarla, la dolce Chloe, padrona lei stessa di cinque cani dalmata. L’improvvisa scomparsa dalla città di cuccioli di dalmata, dopo una serie infinita di equivoci, porta Chloe alla scoperta della prigione dei cagnolini, con un inevitabile epilogo a lieto fine, con tanto di cani acrobati e vere e proprie torture per la perfida, ma pur sempre umana, Crudelia.

Un film con un uso ineccepibile delle migliori tecnologie in digitale, con una Glenn Close perfetta nei panni dell’eroina negativa e grottesca Crudelia, protagonista assoluta del film, e con un ingombrante Gerard Depardieu nel ruolo di un ridicolo stilista di pellicce francese, Jean Pierre Le Pelt, complice sottomesso delle malefatte di Crudelia. Deliziosa poi la citazione di un capolavoro Disney come "Lilli e il vagabondo", nella memorabile scena della cenetta a lume di candela tra i due innamorati a quattro zampe.

Pochi ma visibili i punti deboli: ripetitiva la storia, che ricalca né più né meno la solita, insoddisfatta caccia al prezioso pelo maculato della regina impellicciata; e la violenza, usata indiscriminatamente per sottoporre il male alla vittoria schiacciante di un bene che giustifica ogni mezzo, anche l’impasto con infornata finale della  – alla fin fine – povera Crudelia De Mon. Un film per bambini, ancora abbastanza inconsapevoli e spesso attirati dalle "maniere forti" ma pure abbastanza magnanimi da perdonare le cattive azioni della strega in bianco e nero, risparmiandole, forse, tante brutalità.
Giustificazione pronta per il regista Kevin Lima, già apprezzato in un altro capolavoro Disney, "Tarzan": la vittoria dei cuccioli sul male è un insegnamento per i bambini che acquistano la fiducia di poterlo fare, nella loro vita. Ai piccoli l’ardua sentenza!

Fania Petrelli


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