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Una Tigre gelida
come una statua di cristallo.
Magico.
Mistico. Lirico. Una fantasia romantica. Sono solo alcuni
degli aggettivi utilizzati dalla critica americana per elogiare "La
Tigre e il Dragone", l'ultima fatica di Ang Lee ("Ragione e
sentimento"). La stupenda fotografia di Peter Pau, l'esotica
colonna sonora di Yo-Yo e le coreografie strepitose di Yien Wo-Ping
(responsabile delle scene d'azione di "Matrix") possono farci
credere di trovarci di fronte ad un grande prodotto filmico.
Ma tutto questo è abbastanza per farne un
grande film? A mio avviso la risposta è no. Ang Lee perde
questa opportunità per i motivi che cercherò di spiegare.
La storia racconta di una spada leggendaria che appartiene al maestro Li
Mu Bai (Chow Yun Fat). Mu Bai ama in segreto Yu Shu Lien (Michelle Yeoh),
una sua discepola. La spada viene rubata da un misterioso guerriero e
qui abbiamo la prima, fantastica, scena notturna dove Yu insegue il
ladro e noi assistiamo stupefatti a dei salti prodigiosi. Scopriamo poi
che dietro al furto c'è Volpe di Giada, acerrima nemica di Li Mu Bai.
Una storia parallela racconta l'amore tra Jen Yu, la figlia del
governatore cinese, e Lo, un brigante del deserto. La fanciulla è
promessa sposa ad un uomo che non ama. Per il bandito rapire la ragazza
è un gioco da ragazzi. Così la storia procede tra questi due racconti,
destinati ad incrociarsi, con lo spettro di Volpe di Giada che sorvola
tutto il film.
Banditi, paesaggi bellissimi, l'antica Cina. Se pensate a David Lean
(come qualche critico americano ha scritto) il paragone è corretto,
salvo che per alcune eccezioni di non poco conto. Ang
Lee non è David Lean e quindi non riesce a fondere il genere epico con
quello avventuroso. L'elemento epico è sostituito da
un'atmosfera intimista e soave. L'avventura è portata soltanto dalle
straordinarie scene di arti marziali (probabilmente le migliori mai
viste). Tuttavia l'emozione, il rischio e l'avventura sono i grandi
assenti del film. Assistendo alla proiezione non ho potuto fare a meno
di pensare alle sequenze del deserto di Star Wars. Un Lucas avrebbe
forse realizzato quel film che Ang Lee non è riuscito pienamente a
realizzare, sopratutto nel racconto del brigante e la principessa,
relegato in secondo piano rispetto alle altre vicende.
Questa tigre è contratta, questo drago non ci mette paura. E' perfetto,
come quelle statue gelide e cristalline, che si vedono con gusto,
s'apprezzano e si dimenticano immediatamente quando lasciamo il
cinema.
Enrique
Ochoa
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