Anno VI - Numero 19 - Febbraio 2001

Speciale La Tigre e il Dragone


INTERVISTA A ANG LEE

"Questo film è una sorta di sogno della Cina, di una Cina che probabilmente non è mai esistita, fuorché nelle mie fantasie di gioventù a Taiwan. Da bambino la mia immaginazione era infiammata dai film di arti marziali e dai romanzi di cappa e spada che leggevo invece di fare i compiti. Trovo davvero molto divertente che questi due modi di sognare la Cina siano ora confluiti in un film che sono riuscito a girare proprio in questo paese.

Abbiamo utilizzato questo cinema di genere come una sorta di strumento di ricerca per scoprire l'eredità della cultura tradizionale cinese. Si è presa in considerazione la più universale tra tutte le forme artistiche e la si è fatta dialogare con quella più alta, quella delle arti marziali segrete, così come ci sono state tramandate nel tempo dalle grandi scuole taoiste di addestramento e di pensiero. Solo che mentre in genere i film d'arti marziali sono tutti fondati sulla virilità, il mio film trova il suo centro nei personaggi femminili: sono proprio le donne, alla fine, a intraprendere il "cammino".

Anche l'aspetto drammaturgico è strutturato come una coreografia, come se si trattasse di arti marziali, in cui la lotta non consiste mai solamente nei calci e nei pugni, ma rappresenta anche il modo in cui i personaggi esprimono la loro condizione e i propri sentimenti. Lavorare con il maestro d'arti marziali Yuen Wo-Ping (lo stesso di Matrix) e il suo team mi ha permesso di imparare un modo di fare cinema molto rigoroso che tende alla perfezione, in cui la costruzione delle singole inquadrature e il montaggio si avvicinano alla danza e alla musica.
E' stato per me un grandissimo onore quello di poter realizzare questo film."

Ang Lee

Speciale La Tigre e il Dragone


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